Tallinn, 6 maggio 2026 – Il rappresentante del Fronte POLISARIO negli Stati baltici, Haddi Kentawi, ha partecipato martedì 5 maggio a un seminario accademico dedicato al tema della decolonizzazione del Sahara Occidentale, ospitato presso l’Università di Tallinn, in Estonia.
All’incontro ha preso parte anche Moura Assis Crevelente, ricercatrice post-dottorato dell’Università di Coimbra, in Portogallo. Il dibattito è stato moderato dal dott. Benjamin Clash, professore associato di Relazioni Internazionali presso l’Università di Tallinn.
Nel corso del seminario è stata evidenziata la necessità di rileggere criticamente la narrazione storica che ha legittimato i processi coloniali, promuovendo una lettura della storia fondata sui principi della decolonizzazione e del diritto dei popoli all’autodeterminazione.
Gli interventi hanno sottolineato come, nonostante le trasformazioni geopolitiche del XXI secolo, persistano ancora forme di colonialismo e neocolonialismo in diversi contesti internazionali, con particolare riferimento al Sahara Occidentale e alla Palestina, dove la negazione del diritto all’autodeterminazione continua a rappresentare una delle principali sfide per il diritto internazionale.
Nel suo intervento, Haddi Kentawi ha ricordato che il Sahara Occidentale figura nell’agenda delle Nazioni Unite per la decolonizzazione dal 1963 e ha ripercorso le principali tappe del conflitto, dalla colonizzazione spagnola fino all’occupazione militare marocchina del 1975, che ha provocato lo sfollamento di migliaia di saharawi e l’avvio di una lunga lotta di liberazione nazionale guidata dal Fronte POLISARIO.
Il diplomatico saharawi ha ribadito che solo il popolo saharawi ha il diritto legittimo e inalienabile di decidere liberamente il proprio futuro politico attraverso l’autodeterminazione e l’indipendenza, respingendo qualsiasi soluzione che non rispetti i principi sanciti dal diritto internazionale.
Kentawi ha inoltre richiamato l’ultima risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sottolineando come essa confermi il quadro giuridico delle precedenti risoluzioni relative al diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi, riaffermando al contempo il ruolo delle due parti del conflitto — il Fronte POLISARIO e il Marocco — nel perseguimento di una soluzione politica giusta, duratura e reciprocamente accettabile.
Nel suo intervento, il rappresentante saharawi ha anche sottolineato l’importanza del mandato della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO), ribadendo la richiesta del Fronte POLISARIO affinché il Consiglio di Sicurezza consenta alla missione di esercitare pienamente le proprie competenze per favorire una soluzione pacifica che ponga definitivamente fine al processo coloniale nel Sahara Occidentale.
Il simposio, caratterizzato da un ampio confronto tra accademici, ricercatori e studenti, ha inoltre approfondito il ruolo della diplomazia saharawi sulla scena internazionale e le sfide legate alla difesa della causa del popolo saharawi nel contesto geopolitico contemporaneo.
