New York (Nazioni Unite) 3 novembre 2025 – La Federazione Russa ha espresso forti riserve sulla risoluzione del Consiglio di Sicurezza redatta dagli Stati Uniti, che estende il mandato della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). Mosca ha descritto il testo come "sbilanciato" e in contrasto con la prassi consolidata del Consiglio, scegliendo di astenersi dal voto.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione con 11 voti favorevoli e 3 astensioni (Russia, Cina e Pakistan). La Russia ha scelto di non porre il veto per "dare un'ulteriore possibilità al processo di pace di prevalere".
Le critiche di Mosca: "Approccio da cowboy" e opacità:
Intervenendo dopo il voto, il Rappresentante Permanente della Russia presso le Nazioni Unite, l'Ambasciatore Vassily Nebenzia, ha spiegato la decisione del suo Paese di astenersi, sottolineando che Mosca non poteva approvare un documento che non riflettesse il consenso tra i membri del Consiglio. L'Ambasciatore Nebenzia ha espresso la speranza che "l'approccio da cowboy dei nostri colleghi americani non si ritorca contro di noi né riaccenda il conflitto che cova da un paio di decenni".
Il diplomatico russo ha criticato apertamente i detentori del dossier – gli Stati Uniti – per aver politicizzato il processo di stesura. "Non potevamo sostenere un testo così sbilanciato", ha dichiarato l'ambasciatore Nebenzia, aggiungendo che la Russia era "sorpresa dall'approccio adottato dai titolari del dossier, che hanno deciso di poter utilizzare il Consiglio di sicurezza per portare avanti la loro agenda nazionale".
Il ruolo del "Gruppo degli Amici del Sahara Occidentale" in discussione:
L'Ambasciatore Nebenzia ha inoltre denunciato la condotta del cosiddetto "Gruppo degli Amici del Sahara Occidentale" (formato da Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Spagna e Russia). Secondo Mosca, il gruppo ha perso credibilità e inclusività, trasformandosi in una "piattaforma per 'monologhi collettivi'".
Il diplomatico russo ha criticato il fatto che questo gruppo informale controlli la stesura delle risoluzioni sul Sahara Occidentale, rifiutandosi costantemente di includere i contributi degli altri membri del Consiglio di Sicurezza. Questa mancanza di trasparenza ha, secondo Nebenzia, "politicizzato e rovinato il lavoro sul documento", rappresentando un "passo indietro rispetto ai principi guida stabiliti dalle Nazioni Unite per la risoluzione del Sahara occidentale".
Diritto all'autodeterminazione e fiducia nell'Inviato Personale:
Nonostante le critiche, la Russia ha ribadito la sua posizione di principio, chiarendo che i fondamenti della risoluzione del conflitto non sono soggetti a revisione. L'inviato russo si riferiva al consolidato quadro delle Nazioni Unite basato sul diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi.
In chiusura, l'Ambasciatore Nebenzia ha espresso fiducia negli sforzi dell'inviato personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale, Staffan de Mistura, per facilitare una soluzione politica "giusta e duratura".
"Confidiamo che l'inviato personale del Segretario Generale, Staffan de Mistura, farà tutto il possibile per indurre le parti coinvolte a trovare una soluzione reciprocamente accettabile nelle nuove circostanze, che consenta al popolo del Sahara Occidentale di esercitare liberamente il suo inalienabile diritto all'autodeterminazione," ha concluso Nebenzia. "Tale soluzione deve essere in linea sia con i principi della Carta delle Nazioni Unite sia con le precedenti decisioni del Consiglio di Sicurezza sul Sahara Occidentale. Non ci può essere alternativa a questo scenario".
La dichiarazione russa sottolinea le crescenti divisioni all'interno del Consiglio di Sicurezza su questo dossier e mette in guardia contro approcci unilaterali che potrebbero minare il fragile processo di pace nella regione.
