Madrid, 17 novembre 2025 – Le strade della capitale spagnola sono state teatro, sabato 15 novembre, di una delle più grandi manifestazioni degli ultimi anni a sostegno del popolo saharawi. Migliaia di cittadini saharawi, insieme a sostenitori spagnoli e delegazioni solidali provenienti da tutta Europa, hanno sfilato per denunciare il cinquantesimo anniversario degli Accordi Tripartiti di Madrid, firmati il 14 novembre 1975, e per rivendicare l’inalienabile diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione e all’indipendenza.
Una marcia simbolica verso il Ministero degli Esteri spagnolo
Gli organizzatori hanno dichiarato che la marcia ha avuto come punto d’arrivo la sede del Ministero degli Affari Esteri spagnolo, luogo scelto per ricordare alla Spagna le proprie responsabilità storiche, legali e politiche nei confronti della sua ex colonia, il Sahara Occidentale. I manifestanti hanno scandito slogan che chiedevano il rispetto del diritto internazionale, la fine dell’occupazione marocchina e il riconoscimento del diritto dei saharawi a decidere liberamente del proprio futuro.
Cartelli, bandiere della RASD e striscioni con scritte come «Basta complicità», «Spagna, assumi le tue responsabilità» e «Autodeterminazione ora» hanno caratterizzato l’intera marcia.
La denuncia degli Accordi di Madrid: un fallimento storico
I partecipanti hanno condannato con forza quello che definiscono il «disastroso accordo tra Spagna e Marocco», che nel 1975 ha violato il diritto internazionale, cedendo l’amministrazione del territorio saharawi al Marocco e alla Mauritania e lasciando il popolo saharawi senza protezione.
Secondo la comunità saharawi, tali accordi rappresentano un crimine politico e morale, poiché la Spagna non ha adempiuto al suo compito di completare il processo di decolonizzazione attraverso un referendum di autodeterminazione, previsto dalle Nazioni Unite fin dal 1966.
Una mobilitazione che attraversa l’Europa
La marcia di Madrid ha fatto parte di una serie di manifestazioni organizzate in numerose città europee, tutte con un unico messaggio: il diritto del popolo saharawi non può essere negoziato né ritardato. In Spagna, l’evento è stato organizzato dal Fronte Polisario e dalle numerose associazioni spagnole di solidarietà con la causa saharawi.
La folla, compatta e determinata, ha chiesto alla comunità internazionale di fare pressione sul Marocco affinché rispetti il diritto internazionale e ponga fine alle violazioni nel territorio occupato.
La responsabilità della Spagna: un impegno ancora vigente
In occasione della commemorazione, la comunità saharawi ha ribadito che la responsabilità della Spagna rimane giuridicamente attiva, come confermato anche dalla sentenza dell’Audiencia Nacional del luglio 2014, che riconosce Madrid come potenza amministratrice del Sahara Occidentale.
Di conseguenza, la Spagna mantiene un obbligo legale e morale nell’assicurare che il popolo saharawi possa esercitare il suo diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza, diritti riconosciuti dalla comunità internazionale e ribaditi dalle risoluzioni delle Nazioni Unite.
Una richiesta chiara alla comunità internazionale:
I manifestanti hanno chiesto una maggiore mobilitazione globale per:
- permettere al popolo saharawi di esercitare il suo diritto alla libertà,
- garantire il rispetto del diritto internazionale da parte del Marocco,
- sostenere la lotta saharawi fino alla piena indipendenza.
