Sahara Occidentale, 14 luglio 2026 – La Campagna Internazionale per la Liberazione dei Prigionieri Civili Saharawi nelle Carceri Marocchine ha rilanciato il proprio appello alla comunità internazionale, chiedendo la liberazione immediata dei detenuti saharawi e denunciando le continue violazioni dei diritti umani nei territori occupati del Sahara Occidentale e nelle carceri del Marocco.
Il nuovo manifesto della campagna, datato 1° luglio 2026, raccoglie i volti e i nomi di 27 prigionieri civili saharawi, attualmente detenuti in diversi istituti penitenziari marocchini. L'iniziativa è promossa dalla Campagna Internazionale per la Libertà dei Prigionieri Politici Saharawi, che da anni sostiene la causa dei detenuti e sensibilizza l'opinione pubblica internazionale sulle loro condizioni.
Tra i prigionieri figurano nomi noti del movimento saharawi, tra cui Naâma Asfari, insieme ad altri attivisti e difensori dei diritti umani arrestati in relazione al conflitto del Sahara Occidentale. Numerose organizzazioni internazionali hanno più volte espresso preoccupazione per le loro condizioni di detenzione, denunciando isolamento prolungato, trasferimenti arbitrari, limitazioni alle visite familiari e all'assistenza sanitaria, oltre ad accuse di torture e maltrattamenti.
I detenuti distribuiti in sette istituti penitenziari:
Il manifesto fornisce anche un quadro dettagliato della distribuzione dei detenuti nei diversi penitenziari marocchini.
Nel carcere di Tiflet (Khemisset) sono detenuti Bhah Sidi Abdellah, Haddi Mohamed Lamin e Khadda El Bachir.
Nel Carcere Centrale di Kenitra si trovano Boutenguiza Mohamed El Bachir, Lakhfawni Abdelahi, Sbaai Ahmed, Naâma Asfari, Dah Hasan ed Ezzaoui El Houssain.
Nel Carcere Centrale di Casablanca è detenuto Tahlil Mohamed.
Nel carcere locale di Ait Melloul (Agadir) sono reclusi Hematu Lakewairi, Bani Mohamed, Ismaali Brahim, Lamjaid Sidahmed e Bourial Mohamed.
Nel carcere locale di Safi sono detenuti Laasairi Salek, El Houssein Bachir Amaadour e Jatari Dadda.
Nel carcere locale di Bouizakarne risultano reclusi Banga Chej, Babait Mohamed Juna, Toubali Abdalahi, Fourtat Brahim, Omar El Mehdi Alaiz, Elbachir Boualba ed Eluali Ainna.
Infine, nel carcere locale di Tan-Tan sono detenuti Laroussi Abdelalil e Lafkir Mohamed Embarek.
Il ricordo delle vittime della repressione:
Accanto all'iniziativa dedicata ai prigionieri, la campagna continua a promuovere anche il manifesto intitolato "Saharawi assassinati dal governo del Marocco nei territori occupati del Sahara Occidentale dal 2005", che rende omaggio a 18 vittime della repressione documentate tra il 2005 e il 2019.
Tra i nomi ricordati figurano Hamdi Lembarki, Said Dambar, Mohamed Lamin Haidala, Brahim Saika, Sabah El Inyourni e altri cittadini saharawi deceduti a El Aaiún, Dakhla, Agadir, Tan-Tan, Assa e Guelmim. Secondo i promotori della campagna, il manifesto rappresenta uno strumento di memoria storica e di denuncia internazionale per mantenere viva l'attenzione sulle violazioni dei diritti umani subite dal popolo saharawi.
Un appello alla comunità internazionale:
Con la diffusione dei due manifesti, dedicati rispettivamente ai prigionieri civili saharawi e alle vittime della repressione, la Campagna Internazionale rinnova il proprio invito alle Nazioni Unite, all'Unione Africana, all'Unione Europea, ai governi e alle organizzazioni per i diritti umani affinché venga intensificata la pressione diplomatica sul Marocco per garantire il rispetto del diritto internazionale, la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e la loro liberazione.
L'iniziativa ribadisce inoltre la necessità di mantenere alta l'attenzione sul Sahara Occidentale, territorio che le Nazioni Unite continuano a considerare non autonomo e in attesa dell'attuazione del diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi.

