Organizzazioni per i diritti umani e sociali dell’Ecuador, del Messico, dell’Uruguay e della Piattaforma Latinoamericana e Caraibica di Solidarietà con il Popolo Saharawi (PLACSO) hanno lanciato nuovi appelli alla comunità internazionale, chiedendo un intervento urgente per salvaguardare la vita di Asfari e ottenere il rilascio immediato di tutti i prigionieri politici saharawi.
L’appello delle organizzazioni ecuadoriane:
Da Quito, una coalizione di organizzazioni ecuadoriane per i diritti umani e sociali ha diffuso una dichiarazione internazionale nella quale esprime profonda preoccupazione per il grave deterioramento delle condizioni di salute di Naâma Asfari.
Nel documento, le organizzazioni chiedono alle autorità giudiziarie e penitenziarie marocchine di porre fine a quella che definiscono una detenzione arbitraria e illegale, ricordando che Asfari è detenuto da oltre quindici anni e sta scontando una condanna a 30 anni di carcere emessa dopo un processo fortemente contestato dalle organizzazioni per i diritti umani.
Secondo la dichiarazione, la sua incarcerazione sarebbe legata al suo impegno pacifico in difesa del diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione, mentre il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria avrebbe stabilito l’illegittimità della detenzione di Asfari e dei suoi compagni del gruppo Gdeim Izik.
Tra i firmatari figurano l’Associazione Ecuadoriana di Amicizia con il Popolo Saharawi (AEAPS), l’Associazione Internazionale dei Giuristi per il Sahara Occidentale (IAJUWS Ecuador), il Centro Culturale Amauta, il Centro di Documentazione sui Diritti Umani “Segundo Montes Mozo SJ” (CSMM) e il Comitato Permanente per la Difesa dei Diritti Umani (CDH).
Le organizzazioni hanno rivolto un appello al Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, all’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani Volker Türk, all’Inviato personale del Segretario Generale per il Sahara Occidentale Staffan de Mistura e al Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) affinché intervengano con urgenza.
Dal Messico un appello per salvare la vita di Asfari:
Anche l’organizzazione messicana “Amici per un Sahara Libero” ha lanciato un appello urgente per richiamare l’attenzione sulla situazione del prigioniero politico saharawi.
Nel comunicato, l’associazione denuncia il peggioramento delle condizioni di salute di Asfari, sottolineando che lo sciopero della fame rappresenta una protesta contro le condizioni della sua detenzione e le violazioni dei suoi diritti fondamentali.
L’organizzazione messicana ha chiesto alla comunità internazionale, alle Nazioni Unite, all’Unione Africana e alle istituzioni impegnate nella difesa dei diritti umani di intervenire immediatamente per garantire:
- l’accesso a cure mediche specialistiche e indipendenti;
- il diritto ai contatti con familiari e rappresentanti legali;
- il rispetto delle decisioni e delle raccomandazioni degli organismi internazionali;
- il rilascio immediato e incondizionato di Naâma Asfari e degli altri prigionieri politici saharawi.
La PLACSO: “La vita di Naâma Asfari è in pericolo”
La Piattaforma Latinoamericana e Caraibica di Solidarietà con il Popolo Saharawi (PLACSO) ha diffuso una dichiarazione nella quale esprime “profonda preoccupazione” per il deterioramento delle condizioni di salute di Asfari e chiede la sua liberazione immediata.
La piattaforma ricorda che il caso di Naâma Asfari è stato esaminato dagli organismi delle Nazioni Unite e richiama il parere del Gruppo di lavoro ONU sulla detenzione arbitraria, che avrebbe qualificato la sua detenzione come arbitraria.
PLACSO ha inoltre chiesto l’intervento urgente delle Nazioni Unite, del Comitato Internazionale della Croce Rossa, dell’Unione Africana, dell’Unione Europea e delle organizzazioni internazionali per i diritti umani.
Tra le richieste avanzate figurano:
- la liberazione immediata di Naâma Asfari e di tutti i prigionieri politici saharawi;
- l’assistenza medica urgente e indipendente;
- l’accesso della famiglia, degli avvocati e degli organismi umanitari ai detenuti;
- il rispetto delle decisioni e dei meccanismi internazionali in materia di diritti umani.
Una crescente pressione internazionale:
Gli appelli provenienti dall’America Latina e dai Caraibi si aggiungono alle numerose iniziative di solidarietà promosse nelle ultime settimane da organizzazioni per i diritti umani, associazioni civili e reti internazionali.
La situazione di Naâma Asfari, secondo i promotori degli appelli, rappresenta ormai un’emergenza umanitaria che richiede un intervento immediato della comunità internazionale per garantire la tutela della sua vita e dei diritti fondamentali di tutti i prigionieri politici saharawi.
