Mosca, 4 maggio 2026 – In un’intervista esclusiva rilasciata a ECSaharaui, una delegazione del Fronte Polisario ha confermato la propria partecipazione, per la prima volta, alle celebrazioni della Giornata della Vittoria, uno degli eventi più rilevanti del calendario istituzionale russo, che si svolge annualmente in Piazza Rossa.
La delegazione saharawi è stata guidata dal Ministro degli Affari Esteri e degli Affari Africani della Repubblica Araba Saharawi Democratica, Mohamed Yeslem Beissat, giunto a Mosca per una serie di impegni ufficiali e incontri di carattere diplomatico e politico.
Nel corso dell’intervista, è stato sottolineato come la partecipazione del rappresentante saharawi agli eventi commemorativi e alle attività istituzionali rappresenti un segnale della crescente proiezione diplomatica del Fronte Polisario e del suo impegno nel rafforzare la presenza nei principali contesti multilaterali internazionali.
Secondo quanto riferito, la delegazione ha preso parte a un invito ufficiale esteso dal partito Russia Giusta, nell’ambito del primo forum mondiale contro l’imperialismo, il colonialismo e il neocolonialismo. L’iniziativa ha riunito oltre 100 organizzazioni e partiti politici provenienti da più di 80 Paesi, configurandosi come un ampio spazio di confronto politico internazionale.
Durante la permanenza a Mosca, la delegazione saharawi ha inoltre svolto una serie di incontri istituzionali, tra cui un colloquio con il direttore del Dipartimento delle Organizzazioni Internazionali del Ministero degli Affari Esteri russo, Kirill Logvinov, nell’ambito di consultazioni su temi regionali e internazionali di interesse comune.
La Giornata della Vittoria, che celebra la sconfitta della Germania nazista nella Seconda Guerra Mondiale, rappresenta uno degli eventi più simbolici della Federazione Russa e ogni anno richiama la partecipazione di numerose delegazioni e leader internazionali.
La presenza del Fronte Polisario a Mosca viene interpretata come un ulteriore segnale del dinamismo della sua attività diplomatica e della volontà di consolidare relazioni politiche e istituzionali con diversi attori globali, in un contesto internazionale caratterizzato da crescente attenzione verso la questione del Sahara Occidentale.
