Montreuil, 30 marzo 2026 – La causa del popolo saharawi ha occupato un ruolo centrale durante la fiera anticoloniale e antirazzista svoltasi il 28 e 29 marzo, nell’ambito della Settimana anticoloniale e antirazzista, confermandosi tra i temi più rilevanti del dibattito internazionale sui processi di decolonizzazione.
Grazie a una presenza attiva e partecipata, l’Associazione della diaspora saharawi a Parigi e nella regione circostante ha animato uno stand informativo per tutta la durata dell’evento. Lo spazio ha offerto ai visitatori l’opportunità di approfondire la storia della lotta del popolo saharawi, le sue legittime aspirazioni all’autodeterminazione e l’attuale situazione del conflitto nel Sahara Occidentale.
Lo stand si è configurato come un importante punto di incontro e sensibilizzazione: attraverso materiali informativi, supporti visivi e momenti di confronto diretto, il pubblico ha potuto avvicinarsi a una causa spesso marginalizzata nel panorama mediatico internazionale.
Parallelamente, la voce saharawi è stata protagonista anche nei dibattiti pubblici, in particolare durante la conferenza dal titolo “Stati in guerra contro il proprio popolo”, che ha riunito relatori provenienti da diversi contesti segnati da conflitti, repressione e dinamiche di dominazione.
In questo contesto, Ahmedna Abdi, portavoce dei giovani saharawi in Francia, ha presentato un’analisi approfondita della questione saharawi, ripercorrendo le principali tappe storiche del conflitto e sottolineando come il processo di decolonizzazione resti tuttora incompiuto.
Nel suo intervento, Abdi ha inoltre denunciato il perdurante stallo nell’attuazione del piano di pace delle Nazioni Unite, attribuendolo agli ostacoli posti dal Marocco, che continuano a impedire lo svolgimento del referendum di autodeterminazione del popolo saharawi.
L’attenzione è stata posta anche sulle gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani nei territori occupati, sulla situazione dei prigionieri politici saharawi detenuti nelle carceri marocchine e sullo sfruttamento delle risorse naturali del territorio, ritenuto illegale alla luce delle recenti sentenze dei tribunali europei.
Non sono mancate, infine, considerazioni sulle difficili condizioni umanitarie nei campi profughi saharawi, che continuano a destare forte preoccupazione a livello internazionale.
La partecipazione saharawi a questo importante appuntamento si inserisce in un più ampio sforzo di mobilitazione globale volto a rafforzare la solidarietà internazionale e a promuovere il diritto inalienabile del popolo saharawi alla libertà e all’indipendenza.
