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Murcia porta il Sahara Occidentale in Parlamento: proposta per un referendum di autodeterminazione



Murcia, 27 marzo 2026 – Il Parlamento della Regione di Murcia discuterà il prossimo 1° aprile, in seduta plenaria, una proposta volta a promuovere l’indizione di un referendum di autodeterminazione nel Sahara Occidentale. L’iniziativa coincide simbolicamente con il 50° anniversario della proclamazione della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), rafforzandone il valore politico e istituzionale.

Un’iniziativa parlamentare a sostegno del popolo saharawi:

La proposta nasce da una coalizione trasversale di forze politiche regionali, tra cui Podemos, con l’obiettivo di riaffermare il sostegno al diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi, in linea con le risoluzioni internazionali. Il testo mira inoltre a respingere qualsiasi tentativo di perpetuare l’attuale situazione nel Sahara Occidentale, ancora considerata una questione di decolonizzazione irrisolta.

Un dibattito sostenuto da società civile e istituzioni:

La discussione parlamentare si inserisce in un contesto di consolidata solidarietà nella regione di Murcia, dove da anni istituzioni e cittadini partecipano a iniziative a favore del popolo saharawi. Tra queste spicca il programma Vacanze in Pace, che consente ogni estate a numerose famiglie spagnole di ospitare bambini provenienti dai campi profughi.

La posizione del Fronte Polisario:

Alla sessione parteciperà anche il rappresentante del Fronte Polisario nella Regione di Murcia, Omar Ibrahim. Il diplomatico ha ribadito con fermezza che il popolo saharawi continua a rivendicare il proprio diritto inalienabile all’autodeterminazione attraverso un referendum libero e regolare.

Ibrahim ha inoltre denunciato quello che ha definito un “doppio standard” della comunità internazionale, accusando il Marocco di bloccare il processo di pace sin dal cessate il fuoco del 1991, che prevedeva esplicitamente lo svolgimento del referendum.

Critiche all’occupazione e appello alla comunità internazionale:

Nel suo intervento, il rappresentante saharawi ha denunciato la “politica dei fatti compiuti” nei territori occupati, evidenziando presunte violazioni dei diritti umani e lo sfruttamento delle risorse naturali senza il consenso del popolo saharawi. Ha inoltre richiamato le sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea, che stabiliscono la necessità del consenso del popolo saharawi per qualsiasi attività economica nel territorio.

In conclusione, Ibrahim ha lanciato un monito sulle conseguenze del mantenimento dello status quo, ribadendo che il popolo saharawi continuerà a lottare per il riconoscimento dei propri diritti fondamentali, inclusi libertà e indipendenza.

La discussione prevista a Murcia rappresenta un ulteriore segnale dell’attenzione che la causa saharawi continua a suscitare in ambito europeo, confermando il ruolo delle istituzioni locali nel promuovere il dibattito su una delle più longeve questioni irrisolte nel panorama internazionale.

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