Ginevra (Svizzera), 25 marzo 2026 – L’attivista saharawi per i diritti umani Ghalia Djimi ha denunciato il perdurante silenzio della comunità internazionale di fronte alle continue violazioni dei diritti umani nelle aree occupate del Sahara Occidentale.
Intervenendo durante una sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, Djimi ha ribadito l’urgenza di garantire il rispetto dei diritti fondamentali del popolo saharawi, sottolineando come le sofferenze persistano a causa del mancato completamento del processo di decolonizzazione del territorio.
Nel suo intervento, l’attivista ha richiamato i principi sanciti dalla Nazioni Unite, evidenziando che il diritto all’autodeterminazione rappresenta un diritto inalienabile. Ha pertanto sollecitato l’avvio di un processo politico equo e trasparente, sotto l’egida delle Nazioni Unite, che consenta al popolo saharawi di esercitare liberamente tale diritto.
Djimi ha inoltre posto l’accento sulla questione dello sfruttamento delle risorse naturali del territorio, denunciando pratiche che avvengono in assenza del consenso del popolo saharawi e in violazione del diritto internazionale.
Particolare preoccupazione è stata espressa anche per le restrizioni alle libertà fondamentali nelle aree occupate. L’attivista ha denunciato forme di discriminazione sistematica, in particolare nei confronti delle donne saharawi, spesso penalizzate a causa delle loro posizioni politiche, con conseguenze dirette sull’accesso al lavoro e a condizioni di vita dignitose.
Infine, Ghalia Djimi ha chiesto il rilascio immediato dei prigionieri politici saharawi detenuti nelle carceri marocchine, rinnovando l’appello alla comunità internazionale affinché assuma un ruolo più attivo nella tutela dei diritti umani nel Sahara Occidentale.
