Boumerdes (Algeria), 17 agosto 2026 – Il ruolo dell’informazione nel contrasto alla guerra psicologica e alla disinformazione, insieme alla memoria delle esperienze storiche delle rivoluzioni saharawi e algerina, è stato al centro della sesta giornata dell’Università estiva per i dirigenti del Fronte Polisario e della Repubblica Saharawi, in corso a Boumerdes.
Il programma della giornata ha visto gli interventi del giornalista Hamma El Mahdi, dedicato alle strategie mediatiche e alla difesa del fronte interno, e del professor Abdelhamid Knoud, che ha ripercorso alcuni momenti significativi della storia rivoluzionaria algerina e della lotta saharawi.
Media e guerra psicologica: la sfida della disinformazione:
Nel corso della sua conferenza, Hamma El Mahdi ha analizzato il ruolo sempre più centrale dei media e delle piattaforme digitali nei conflitti contemporanei, soffermandosi in particolare sui meccanismi della guerra psicologica e della disinformazione.
Secondo il relatore, social network, piattaforme digitali e applicazioni di messaggistica come WhatsApp possono essere utilizzati per diffondere notizie false, alimentare tensioni interne e condizionare l’opinione pubblica.
El Mahdi ha indicato tra i principali rischi la circolazione di voci prive di fondamento, i tentativi di alterare o mettere in discussione l’identità saharawi e la diffusione di contenuti volti ad alimentare divisioni all’interno della società.
Il giornalista ha quindi invitato a rafforzare la capacità di verifica e risposta alle campagne di propaganda, sottolineando la necessità di colmare le lacune nella gestione della comunicazione sia a livello istituzionale sia nella società civile.
«I media nazionali devono assumere un ruolo più attivo»
Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di sviluppare una strategia mediatica più strutturata. Secondo El Mahdi, i media saharawi non dovrebbero limitarsi a reagire alle campagne avversarie, ma dovrebbero assumere un ruolo più attivo e propositivo, capace di anticipare la disinformazione e valorizzare direttamente la propria narrazione.
Il relatore ha auspicato, in questo quadro, la creazione di gruppi specializzati nel monitoraggio e nel contrasto alla propaganda e alle informazioni ingannevoli, con l’obiettivo di individuare rapidamente contenuti manipolatori e fornire risposte documentate.
Un ruolo centrale, secondo il giornalista, dovrebbe essere affidato anche alle nuove generazioni. El Mahdi ha invitato a coinvolgere maggiormente i giovani nelle attività di informazione e sensibilizzazione su temi quali la situazione dei prigionieri saharawi, lo sfruttamento delle risorse naturali del Sahara Occidentale e le denunce relative alle violazioni dei diritti umani.
Dalla Rivoluzione algerina alla memoria della lotta saharawi:
La seconda parte della giornata è stata dedicata alla memoria storica. Il professor Abdelhamid Knoud ha tenuto una conferenza sugli eventi del 20 agosto 1955 nella regione di Costantina, nel nord-est dell’Algeria, analizzandone gli obiettivi e le conseguenze politiche e militari.
Secondo il relatore, quegli avvenimenti rappresentarono una tappa significativa della Rivoluzione algerina, producendo importanti ripercussioni sia sul piano interno sia internazionale e contribuendo all’evoluzione della lotta per l’indipendenza dell’Algeria.
Il richiamo alla storia algerina ha offerto l’occasione per stabilire un parallelismo con alcuni episodi della lotta saharawi.
Il ricordo della battaglia di Gueltat Zemmour:
In particolare, Knoud ha ricordato la battaglia di Gueltat Zemmour dell’ottobre 1981, uno degli episodi militari più significativi del conflitto del Sahara Occidentale.
Secondo la ricostruzione presentata durante la conferenza, le forze saharawi inflissero in quell’occasione pesanti perdite alle forze marocchine, dimostrando una significativa capacità operativa sul terreno.
Il relatore ha sostenuto che la battaglia ebbe conseguenze che andarono oltre la dimensione strettamente militare, producendo ripercussioni regionali e internazionali e contribuendo ad accrescere l’attenzione internazionale sulla questione del Sahara Occidentale.
Informazione e memoria come strumenti di resistenza:
Le conferenze della sesta giornata dell’Università estiva hanno così messo in relazione due dimensioni considerate strategiche: da un lato, la capacità di affrontare le nuove forme di confronto mediatico e digitale; dall’altro, la conservazione della memoria storica delle lotte di liberazione.
Nel messaggio emerso dagli interventi, informazione, consapevolezza storica e coinvolgimento delle nuove generazioni rappresentano strumenti fondamentali per rafforzare la coesione della società saharawi e contrastare disinformazione e guerra psicologica.
Il richiamo alle esperienze della Rivoluzione algerina e della lotta saharawi ha inoltre evidenziato il valore attribuito alla memoria storica come elemento di continuità tra le generazioni e come strumento per comprendere le sfide politiche e mediatiche del presente.
