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Tiflet 2, il detenuto saharawi Abdallah Abbah denuncia maltrattamenti e annuncia 48 ore di sciopero della fame



Sahara occidentale, 20 agosto 2026 - Il membro del gruppo di Gdeim Izik protesta contro le condizioni di detenzione e le presunte restrizioni ai contatti con la famiglia. I familiari chiedono un intervento urgente per garantire il rispetto dei suoi diritti fondamentali.

 – Il detenuto politico saharawi Abdallah Abbah, appartenente al gruppo di Gdeim Izik e recluso nel carcere marocchino di Tiflet 2, ha annunciato uno sciopero della fame di protesta della durata di 48 ore per denunciare quelli che la famiglia e le organizzazioni saharawi definiscono ripetuti episodi di umiliazione e maltrattamento all'interno dell'istituto penitenziario.

A rendere nota la situazione è stata la Lega per la protezione dei prigionieri saharawi nelle carceri marocchine, che ha riferito di aver ricevuto una comunicazione dalla famiglia del detenuto nell'ambito della propria attività di monitoraggio delle condizioni dei prigionieri saharawi.

La famiglia denuncia restrizioni e maltrattamenti:

Secondo quanto riferito dai familiari, l'amministrazione penitenziaria di Tiflet 2 continuerebbe a sottoporre Abbah a un trattamento ritenuto «umiliante», mentre agenti e funzionari del carcere gli impedirebbero ripetutamente di comunicare telefonicamente con la famiglia.

Si tratta di accuse formulate dalla famiglia e dall'organizzazione saharawi, che chiedono che le condizioni di detenzione e il trattamento riservato al prigioniero vengano sottoposti a verifiche indipendenti.

La famiglia sostiene inoltre che le denunce precedentemente presentate da Abdallah Abbah contro l'amministrazione penitenziaria non avrebbero portato all'apertura di un'indagine da parte delle autorità giudiziarie marocchine.

Parallelamente, secondo la stessa ricostruzione, l'amministrazione del carcere avrebbe presentato denunce nei confronti del detenuto, considerate dalla famiglia «false e ritorsive». Un comportamento interpretato dai suoi sostenitori come un tentativo di esercitare ulteriore pressione sul prigioniero.

Sciopero della fame di 48 ore:

Di fronte al deterioramento della situazione denunciata, Abdallah Abbah ha deciso di ricorrere a uno sciopero della fame di avvertimento di 48 ore, previsto tra il 19 e il 20 agosto, come forma di protesta contro il trattamento ricevuto nel carcere di Tiflet 2.

L'iniziativa intende richiamare l'attenzione sulle sue condizioni di detenzione e, più in generale, sulla situazione dei detenuti saharawi appartenenti al gruppo di Gdeim Izik.

L'appello della famiglia:

I familiari di Abdallah Abbah hanno rivolto un appello urgente alle organizzazioni per la difesa dei diritti umani, agli organismi internazionali e alla società civile, chiedendo un intervento affinché siano garantiti al detenuto i diritti fondamentali e condizioni di detenzione conformi agli standard internazionali.

La famiglia considera Abbah un prigioniero di coscienza e chiede che venga tutelata la sua integrità fisica e psicologica, che siano garantiti i contatti con i familiari e che le denunce relative al trattamento ricevuto vengano esaminate in maniera imparziale.

Il caso di Abdallah Abbah riporta così l'attenzione sulla situazione dei detenuti saharawi del gruppo di Gdeim Izik, le cui condizioni carcerarie continuano a essere al centro delle denunce delle organizzazioni saharawi e delle associazioni impegnate nella tutela dei diritti umani.

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