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Hadara e gli struzzi, una storia del deserto torna alla luce: Al-Rakeez tutela la memoria orale saharawi



Campi profughi saharawi, 20 agosto 2026 - L'Associazione Al-Rakeez recupera e documenta uno dei racconti tramandati dalla tradizione orale saharawi. La vicenda di Hadara, il giovane che secondo la narrazione popolare sopravvisse nel deserto vivendo accanto a un gruppo di struzzi, diventa testimonianza del rapporto tra il popolo saharawi, il territorio e la memoria collettiva.

 Una storia di sopravvivenza, conoscenza del deserto e straordinaria capacità di adattamento, tramandata oralmente attraverso le generazioni. L'Associazione Al-Rakeez per la Cultura e il Patrimonio Saharawi ha riportato all'attenzione pubblica la storia di Hadara e degli struzzi, un racconto appartenente, secondo l'organizzazione, alla tradizione popolare saharawi.

L'iniziativa rientra in un più ampio lavoro di recupero e documentazione del patrimonio orale del Sahara Occidentale, con l'obiettivo di preservare racconti, testimonianze e conoscenze che per generazioni sono state trasmesse principalmente attraverso la parola.

Secondo la documentazione raccolta dall'associazione, la vicenda di Hadara sarebbe profondamente radicata nella memoria della comunità saharawi e continuerebbe ancora oggi a essere raccontata nei campi profughi.

Hadara, solo nel deserto:

La narrazione popolare racconta che Hadara, originario del Sahara Occidentale, si sarebbe perso nel cuore del deserto dopo essersi separato dalla propria carovana.

Rimasto senza sufficienti riserve di acqua e viveri, il giovane si sarebbe trovato improvvisamente solo in uno degli ambienti naturali più difficili, costretto a fare affidamento sulla propria conoscenza del territorio per sopravvivere.

Durante il suo lungo peregrinare avrebbe incontrato un gruppo di struzzi alla ricerca di cibo. Proprio questo incontro rappresenta il passaggio centrale della storia.

Secondo il racconto tramandato oralmente, la familiarità di Hadara con il deserto e con il comportamento degli animali gli avrebbe consentito di avvicinarsi agli struzzi senza spaventarli e, progressivamente, di instaurare con loro un particolare rapporto di convivenza.

La vita accanto agli struzzi:

La tradizione racconta che Hadara avrebbe trascorso un periodo della propria vita seguendo gli spostamenti degli animali attraverso il deserto.

Osservandone il comportamento e gli itinerari, sarebbe riuscito a individuare piante, semi e altre risorse disponibili nell'ambiente, adattandosi alle condizioni estreme fino a trovare la strada per tornare dalla propria famiglia.

È proprio questo elemento a rendere la storia particolarmente significativa per Al-Rakeez: non soltanto l'avventura di un giovane disperso, ma la rappresentazione della profonda conoscenza che le popolazioni nomadi saharawi hanno sviluppato nei confronti del territorio, degli animali, delle piante e dei ritmi naturali del deserto.

Secondo la narrazione popolare, una volta tornato tra i suoi familiari Hadara riprese la propria vita, si sposò ed ebbe dei figli. Ma la sua straordinaria esperienza continuò a essere raccontata, entrando progressivamente nella memoria collettiva.

L'associazione sostiene inoltre che testimonianze tramandate nel tempo colleghino Hadara alla comunità saharawi e che suoi discendenti vivrebbero ancora oggi nei campi profughi.

Un racconto che diventa patrimonio culturale:

Per l'Associazione Al-Rakeez, il valore della storia va ben oltre il suo carattere avventuroso.

La vicenda rappresenta infatti una testimonianza del patrimonio immateriale saharawi: racconta la capacità dell'essere umano di interpretare l'ambiente desertico, riconoscerne i segnali e adattarsi alle sue condizioni estreme.

La storia di Hadara conserva inoltre elementi fondamentali della cultura tradizionale saharawi, nella quale la trasmissione orale ha avuto per secoli un ruolo centrale nella conservazione delle conoscenze, della memoria familiare e delle esperienze collettive.

Al-Rakeez: «Preservare la storia dalle appropriazioni»

Nel presentare il proprio lavoro di documentazione, l'associazione ha sollevato anche una questione legata all'attribuzione culturale del racconto.

Secondo Al-Rakeez, alcune pubblicazioni e produzioni cinematografiche avrebbero riproposto la vicenda di Hadara collocandola in contesti differenti da quello saharawi. L'organizzazione contesta questa ricostruzione e sostiene che il personaggio appartenga al patrimonio popolare del Sahara Occidentale, sulla base delle testimonianze e delle versioni della storia tramandate all'interno della comunità.

Si tratta di una rivendicazione formulata dall'associazione nell'ambito del più ampio dibattito sulla conservazione e sull'attribuzione del patrimonio culturale saharawi.

Salvare la memoria prima che scompaia:

La documentazione della storia di Hadara si inserisce quindi in un progetto più ampio: raccogliere il patrimonio orale saharawi prima che una parte di questa memoria rischi di andare perduta.

Fiabe, racconti familiari, poesie, leggende, testimonianze e conoscenze legate alla vita nomade costituiscono infatti un patrimonio culturale che per lungo tempo è sopravvissuto soprattutto grazie alla trasmissione tra anziani e nuove generazioni.

Per Al-Rakeez, raccogliere queste narrazioni significa non soltanto conservarle, ma anche proteggerne il contesto storico e culturale e consegnarle alle generazioni future.

La storia di Hadara e degli struzzi rimane così un racconto di resistenza, pazienza e sopravvivenza. Ma soprattutto racconta qualcosa di più profondo: il legame tra il popolo saharawi e il deserto, un ambiente difficile che attraverso i secoli è diventato parte integrante della sua memoria, delle sue conoscenze e della sua identità culturale.

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