Boumerdes (Algeria), 19 agosto 2026 – La questione del Sahara Occidentale resta una questione internazionale di decolonizzazione, disciplinata dalla Carta delle Nazioni Unite e dalle relative risoluzioni, al cui centro si trova il diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione. È quanto ha ribadito Sidi Mohamed Omar, membro del Segretariato nazionale del Fronte Polisario, rappresentante presso le Nazioni Unite e coordinatore con la MINURSO.
Il diplomatico saharawi è intervenuto a margine della 14ª edizione dell’Università estiva dei dirigenti del Fronte Polisario e della Repubblica Saharawi, in corso nella provincia algerina di Boumerdes, dove ha tenuto una conferenza dedicata al tema “La causa saharawi alle Nazioni Unite”.
Nel corso di alcune interviste rilasciate ai media algerini, Sidi Mohamed Omar ha sottolineato le implicazioni giuridiche e politiche derivanti dalla natura del conflitto, richiamando in particolare il diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza e la Risoluzione 1514 (XV) dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 1960, relativa alla concessione dell’indipendenza ai Paesi e ai popoli coloniali.
Il ruolo dell’Università estiva di Boumerdes:
Sidi Mohamed Omar ha evidenziato anche il significato politico e formativo dell’Università estiva, appuntamento annuale che, secondo il rappresentante saharawi, testimonia la profondità dei rapporti di solidarietà tra i popoli algerino e saharawi.
L’iniziativa costituisce inoltre, ha spiegato, uno spazio di confronto e approfondimento sulle principali questioni riguardanti il Sahara Occidentale, affrontate sotto il profilo politico, giuridico e dei diritti umani.
Il processo politico e le consultazioni tra Polisario e Marocco:
Soffermandosi sugli sviluppi diplomatici successivi alla Risoluzione 2797 (2025) del Consiglio di Sicurezza, adottata nell’ottobre dello scorso anno, il rappresentante del Fronte Polisario ha riferito che, dall’inizio del 2026, avrebbe iniziato a delinearsi un nuovo processo politico.
Secondo Sidi Mohamed Omar, si sono svolti tre cicli di consultazioni ministeriali informali tra le due parti del conflitto, il Fronte Polisario e il Marocco, con la partecipazione di Algeria e Mauritania in qualità di Paesi vicini e osservatori.
Il diplomatico ha tuttavia invitato alla prudenza nella valutazione di questa fase, sottolineando come il processo sia ancora agli inizi e come permangano numerosi ostacoli.
Secondo la posizione espressa dal rappresentante saharawi, Rabat non avrebbe mostrato finora una volontà politica sufficiente per avanzare verso una soluzione pacifica e conforme alle risoluzioni delle Nazioni Unite che garantisca l’esercizio del diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi.
«Le basi della soluzione sono già definite»
Per Sidi Mohamed Omar, la comunità internazionale e in particolare le Nazioni Unite sono chiamate innanzitutto a garantire l’attuazione delle decisioni già adottate sul Sahara Occidentale.
Il rappresentante del Fronte Polisario ha sostenuto che il quadro giuridico e politico per una soluzione sia già chiaramente delineato, sia per quanto riguarda il principio fondamentale sia per gli strumenti necessari alla sua attuazione.
“La base della soluzione è l’esercizio da parte del popolo saharawi del suo inalienabile diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza. L’unica parte interessata è il popolo saharawi, mentre il mezzo di attuazione consiste nel consultare il popolo saharawi attraverso un referendum libero, equo e trasparente”.
Secondo il diplomatico, dunque, il principale ostacolo non risiederebbe nell’assenza di un quadro internazionale di riferimento, ma nelle profonde divergenze tra le parti sulla soluzione politica del conflitto.
Sidi Mohamed Omar ha accusato inoltre il Marocco di voler consolidare la propria presenza nel territorio del Sahara Occidentale e di perseguire quella che il Fronte Polisario considera un’occupazione illegale di parti del territorio saharawi.
Il richiamo al diritto all’autodeterminazione:
Nella parte conclusiva del suo intervento, il rappresentante saharawi ha respinto le campagne politiche e diplomatiche marocchine contro il Fronte Polisario e la lotta del popolo saharawi, interpretandole come il segnale del fallimento di quello che ha definito il “progetto espansionistico” di Rabat.
Ha inoltre criticato duramente i rapporti tra Marocco e Israele, definendoli parte di una strategia che, a suo giudizio, non modificherà la determinazione dei saharawi a proseguire la propria lotta.
Sidi Mohamed Omar ha infine ribadito che il popolo saharawi continuerà a rivendicare libertà, indipendenza e piena sovranità sul proprio territorio, riaffermando il diritto all’autodeterminazione come elemento centrale di qualsiasi soluzione politica futura del conflitto nel Sahara Occidentale.
