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Sahara Occidentale, attivisti saharawi denunciano un’escalation delle violazioni dei diritti umani



Boumerdes (Algeria), 21 agosto 2026 – Difensori dei diritti umani, ex prigionieri politici e studenti saharawi hanno denunciato un aggravamento della situazione dei diritti umani nella parte del Sahara Occidentale sotto controllo marocchino, chiedendo alla comunità internazionale maggiori garanzie per la protezione dei civili e un meccanismo indipendente di monitoraggio.

Le dichiarazioni sono state raccolte a margine della 14ª Università estiva dei dirigenti del Fronte Polisario e della Repubblica Saharawi, organizzata presso l’Università M’hamed Bougara di Boumerdes, in Algeria.

Tra gli intervenuti, l’ex prigioniero politico e difensore dei diritti umani saharawi Abdelmoula Mohamed El Hafidi ha parlato di una «grave escalation» delle pratiche repressive nei confronti della popolazione saharawi, denunciando limitazioni alle libertà fondamentali, restrizioni alle manifestazioni pacifiche e violazioni dei diritti dei detenuti saharawi nelle carceri marocchine.

El Hafidi: «La protesta pacifica continua»

Secondo El Hafidi, l’attivismo civile nei territori contesi rappresenta uno dei principali strumenti attraverso cui i saharawi continuano a rivendicare il diritto all’autodeterminazione.

L’attivista ha inoltre denunciato restrizioni all’accesso di giornalisti e osservatori internazionali nel territorio, sostenendo che queste limitazioni rendano più difficile una verifica indipendente della situazione sul terreno.

Nel suo intervento ha ricordato anche la propria esperienza nelle carceri marocchine. El Hafidi ha riferito di aver trascorso dieci anni in detenzione, denunciando discriminazioni, carenze nell’assistenza sanitaria, limitazioni delle visite e dei contatti con l’esterno e altre condizioni detentive da lui definite repressive.

La sua testimonianza è stata accompagnata dal richiamo a una recente decisione del Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura, relativa al suo caso e alle condizioni della detenzione nel carcere di Ait Melloul.

Le denunce degli studenti saharawi:

Nel corso degli incontri è intervenuto anche lo studente saharawi Mohamed Mouloud Mohamed, che ha richiamato l’attenzione sulle condizioni degli studenti saharawi nelle università marocchine.

Secondo la sua testimonianza, gli studenti sarebbero sottoposti a restrizioni, pressioni e forme di persecuzione legate alla loro attività politica e alla rivendicazione dell’identità saharawi.

Sulla stessa linea Ibrahim Babit, studente saharawi ed ex prigioniero politico, che ha sottolineato il ruolo assunto dagli universitari nella mobilitazione politica e civile saharawi.

Babit ha inoltre richiamato la situazione degli studenti detenuti nelle carceri marocchine, chiedendo alla comunità internazionale di intervenire affinché vengano rispettati i diritti fondamentali dei civili e dei detenuti.

Chiesto un meccanismo internazionale per i diritti umani:

Tra le principali richieste avanzate dagli attivisti figura l’istituzione di un meccanismo internazionale indipendente per il monitoraggio dei diritti umani nel Sahara Occidentale, con il compito di documentare le eventuali violazioni e rafforzare la protezione della popolazione civile.

Gli intervenuti hanno inoltre chiesto una maggiore presenza di osservatori indipendenti e un accesso più ampio per giornalisti e organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti umani.

Le testimonianze presentate a Boumerdes hanno infine rilanciato l’appello alla comunità internazionale affinché la questione dei diritti umani venga accompagnata da progressi sul piano politico, nel quadro del processo delle Nazioni Unite per una soluzione della controversia sul Sahara Occidentale che tenga conto del diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi.

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