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Boumerdes, il premier Bouchraya Bayoun: «Il popolo saharawi non rinuncerà mai alla propria libertà»



Boumerdes (Algeria), 21 agosto 2026 – Il popolo saharawi continuerà la propria lotta per la libertà, la sovranità e l’autodeterminazione e non accetterà alcuna soluzione al conflitto del Sahara Occidentale che prescinda dal diritto internazionale e dalla volontà dei saharawi. È il messaggio lanciato dal Primo Ministro della Repubblica Saharawi, Bouchraya Hammoudi Bayoun, intervenuto giovedì 20 agosto a Boumerdes alla chiusura della 14ª Università estiva dei quadri del Fronte Polisario e dello Stato saharawi.

Nel suo discorso, pronunciato presso l’Università M’hamed Bougara, Bayoun ha affermato che il popolo saharawi, impegnato «su tutti i fronti» — nei campi profughi, nei territori del Sahara Occidentale sotto controllo marocchino e nella diaspora — non rinuncerà ai propri obiettivi nazionali.

Secondo il Primo Ministro, i saharawi continueranno a fare affidamento sulle proprie capacità, sulla legittimità della loro rivendicazione e sul sostegno internazionale alla causa, indicando in particolare l’Algeria tra i principali alleati del popolo saharawi.

L’Università estiva come spazio di formazione e cooperazione:

Bayoun ha dedicato parte del suo intervento al ruolo dell’Università estiva, definendola un importante spazio di formazione e approfondimento attraverso il quale i dirigenti saharawi possono ampliare le proprie conoscenze in diversi settori.

L’appuntamento di Boumerdes rappresenta inoltre, secondo il premier, una testimonianza dei rapporti di solidarietà e cooperazione esistenti tra Algeria e Repubblica Saharawi.

Bayoun ha espresso apprezzamento per il sostegno algerino alla causa saharawi, collegandolo alla tradizione anticoloniale della Rivoluzione algerina del Novembre 1954 e al principio di autodeterminazione dei popoli.

Il richiamo alle Nazioni Unite e alla decolonizzazione:

Nel suo intervento, il Primo Ministro ha poi richiamato il percorso internazionale della questione del Sahara Occidentale, ricordando come il dossier sia stato affrontato per decenni nell’ambito delle Nazioni Unite.

Bayoun ha sottolineato che il processo internazionale è stato impostato attorno alla decolonizzazione del territorio e all’esercizio del diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi. Secondo il premier, tuttavia, questo percorso non è stato ancora portato a compimento, attribuendone la responsabilità al mancato rispetto del diritto internazionale da parte del Marocco.

Il capo del governo saharawi ha ribadito che, dopo decenni di lotta, il popolo saharawi non intende rinunciare al proprio diritto alla dignità e all’autodeterminazione.

«Nessuna soluzione può prescindere dalla volontà del popolo saharawi»

Pur riaffermando le rivendicazioni nazionali saharawi, Bayoun ha dichiarato la disponibilità del suo popolo a contribuire alla costruzione della pace e della stabilità regionale, nel rispetto della sovranità, della convivenza pacifica e degli interessi comuni dei popoli della regione.

Il Primo Ministro ha però posto una condizione considerata imprescindibile: qualsiasi soluzione politica al conflitto deve essere fondata sul diritto internazionale e prevedere il coinvolgimento diretto del popolo saharawi.

«Qualsiasi soluzione al di fuori del diritto internazionale non potrà portare a una soluzione definitiva del conflitto né garantire la stabilità nella regione», ha affermato Bayoun.

Il premier ha concluso ribadendo che ogni soluzione sul futuro del Sahara Occidentale dovrà essere sottoposta alla volontà del popolo saharawi, riaffermando così la centralità del principio di autodeterminazione nel processo politico promosso dalle Nazioni Unite.

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