Madrid, 20 agosto 2026 - Il rappresentante del Fronte Polisario in Spagna respinge le narrazioni che attribuiscono alla questione saharawi le ricorrenti tensioni tra Madrid e Rabat e richiama Spagna e Unione Europea al rispetto del diritto internazionale.
Madrid, 19 agosto 2026 – La questione del Sahara Occidentale non può essere utilizzata come pretesto per spiegare o mascherare le crisi strutturali che periodicamente attraversano le relazioni tra Spagna e Marocco. È quanto sostiene Abdulah Arabi, rappresentante del Fronte Polisario in Spagna, intervenuto con un articolo di opinione pubblicato dal quotidiano digitale spagnolo InfoLibre.
Secondo Arabi, ricondurre le ricorrenti tensioni diplomatiche tra Madrid e Rabat alla sola questione saharawi rappresenta una lettura «semplicistica e fuorviante», incapace di tenere conto delle profonde contraddizioni politiche e storiche che caratterizzano i rapporti tra i due Paesi.
Ceuta e Melilla al centro delle tensioni:
Il diplomatico saharawi individua tra i principali elementi di preoccupazione dell'opinione pubblica spagnola le rivendicazioni marocchine sulle città di Ceuta e Melilla, oltre alle questioni legate alla gestione e al controllo delle frontiere.
In questo contesto, Arabi mette in guardia dall'utilizzo di formule come «prosperità condivisa» o cooperazione economica qualora servano a mettere in secondo piano questioni politiche e giuridiche riguardanti Ceuta e Melilla, la sovranità e gli equilibri territoriali tra Spagna e Marocco.
Secondo il rappresentante saharawi, una relazione stabile tra Madrid e Rabat non può quindi essere costruita evitando di affrontare apertamente le divergenze esistenti o attribuendole alla questione del Sahara Occidentale.
Sahara Occidentale e risorse naturali:
Un altro punto centrale dell'intervento riguarda le acque adiacenti al Sahara Occidentale e lo sfruttamento delle risorse naturali del territorio.
Arabi richiama la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, sottolineando la distinta condizione giuridica del Sahara Occidentale rispetto al Marocco e ricordando che il territorio figura nell'elenco delle Nazioni Unite dei territori non autonomi.
Da questa prospettiva, sostiene il rappresentante del Fronte Polisario, né la Spagna né l'Unione Europea possono adottare decisioni riguardanti il territorio e le sue risorse ignorando i diritti del popolo saharawi.
Arabi ribadisce inoltre che qualsiasi iniziativa o progetto riguardante il Sahara Occidentale deve rispettare il diritto del popolo saharawi a esprimere il proprio consenso attraverso il Fronte Polisario, riconosciuto dalle Nazioni Unite come rappresentante del popolo del Sahara Occidentale nel processo politico.
Tre condizioni per rapporti stabili tra Madrid e Rabat:
Nella parte conclusiva del suo intervento, Abdulah Arabi sostiene che una reale stabilità nelle relazioni tra Spagna e Marocco richieda il superamento delle letture politiche superficiali e un confronto diretto con le questioni che continuano a dividere i due Paesi.
Per il diplomatico saharawi, una relazione equilibrata e duratura dovrebbe poggiare su tre principi fondamentali: il rispetto del diritto internazionale e delle risoluzioni delle Nazioni Unite, la buona fede nei rapporti politici e il rispetto degli impegni assunti, senza ricorrere a pressioni o ricatti, e il riconoscimento dei legittimi interessi delle parti, senza compromettere i diritti del popolo saharawi e lo status giuridico internazionale del Sahara Occidentale.
Il messaggio rivolto a Madrid e Bruxelles è dunque quello di separare le controversie bilaterali tra Spagna e Marocco dalla questione saharawi e di affrontare quest'ultima nel quadro stabilito dal diritto internazionale e dal processo delle Nazioni Unite.
Per Arabi, trasformare il Sahara Occidentale in una spiegazione generalizzata delle tensioni tra Madrid e Rabat non contribuisce alla stabilità regionale, ma rischia piuttosto di distogliere l'attenzione dalle cause profonde delle crisi e dalla necessità di arrivare a una soluzione politica della questione saharawi conforme al diritto internazionale e al diritto all'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale.
