Sahara occidentale, 19 agosto 2026 – Rapporti economici privilegiati, cooperazione sulla gestione delle frontiere, crisi diplomatiche con la Spagna e una crescente pressione politica sulla questione del Sahara Occidentale. È questo il quadro tracciato dal giornalista Nathan Shachar in un’analisi dedicata alle relazioni tra il Marocco e l’Unione Europea e alle strategie di potere sviluppate da Rabat negli ultimi anni.
L’articolo descrive innanzitutto la struttura del potere marocchino, sottolineando il ruolo centrale della monarchia e del Makhzen, termine con cui viene indicato il sistema politico, istituzionale e di sicurezza che gravita attorno al Palazzo reale.
Secondo Shachar, nonostante l’esistenza di partiti e mezzi di informazione con orientamenti differenti, le principali decisioni politiche rimangono fortemente concentrate attorno a re Mohammed VI e alla sua cerchia di collaboratori. Tra gli apparati citati figurano la Direzione Generale per la Sorveglianza Territoriale (DGST), guidata da Abdellatif Hammouchi, e la Direzione Generale per la Sicurezza Esterna (DGED).
Il rapporto con l’Europa tra cooperazione e tensioni:
Una parte centrale dell’analisi riguarda le relazioni tra Rabat e l’Unione Europea, e in particolare con Francia e Spagna.
Secondo l’autore, il Marocco avrebbe sviluppato nel tempo una politica estera particolarmente assertiva, facendo leva sulla propria posizione geografica e sul ruolo strategico svolto nei rapporti tra Europa e Africa. Le tensioni con Madrid si sono manifestate soprattutto attorno a Ceuta e Melilla, alla gestione dei flussi migratori e alla questione del Sahara Occidentale.
L’articolo ricorda inoltre il peso della cooperazione economica. Dal 2019, secondo i dati riportati da Shachar, il Marocco avrebbe ricevuto dall’Unione Europea oltre un miliardo di euro per la gestione e la protezione delle frontiere, oltre ad altre forme di sostegno finanziario. Parallelamente, il mercato europeo rappresenta uno sbocco fondamentale per l’economia marocchina, in particolare per le esportazioni agricole.
Il Sahara Occidentale al centro della strategia diplomatica:
È tuttavia il Sahara Occidentale a rappresentare uno dei principali nodi politici dell’analisi.
Secondo Shachar, a partire dal 2017 Rabat avrebbe intensificato la propria azione diplomatica per ottenere un maggiore sostegno internazionale alle rivendicazioni marocchine sul territorio. L’autore collega questa strategia alla crescente pressione esercitata sui partner europei e, in particolare, sulla Spagna.
Un passaggio decisivo avvenne nel dicembre 2020, quando l’amministrazione statunitense di Donald Trump riconobbe la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale nell’ambito dell’intesa che accompagnò la normalizzazione delle relazioni tra Marocco e Israele. L’articolo interpreta quel riconoscimento come un elemento che rafforzò significativamente la posizione internazionale di Rabat.
Pegasus e la crisi diplomatica con Madrid:
L’analisi affronta anche la vicenda dello spyware Pegasus, riportando accuse e ricostruzioni relative al suo presunto utilizzo contro esponenti e giornalisti spagnoli.
Nel 2021 le relazioni tra Madrid e Rabat attraversarono una delle crisi più gravi degli ultimi anni dopo che Brahim Ghali, leader del Fronte Polisario, venne accolto in Spagna per ricevere cure mediche.
Secondo la ricostruzione contenuta nell’articolo, alla crisi seguirono fortissime tensioni alla frontiera di Ceuta, dove migliaia di persone riuscirono a entrare nel territorio spagnolo. Shachar collega questi avvenimenti alla strategia di pressione esercitata da Rabat nei confronti di Madrid.
La svolta della Spagna sul piano di autonomia marocchino:
Un altro momento fondamentale arrivò nel 2022, quando il governo del premier spagnolo Pedro Sánchez modificò la tradizionale posizione di Madrid e definì la proposta marocchina di autonomia per il Sahara Occidentale come la base più seria e credibile per una soluzione della controversia.
Il cambiamento provocò forti reazioni nella politica spagnola, in particolare tra le forze che sostengono il diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi. Nell’analisi, questa svolta viene inserita nel più ampio quadro delle tensioni e delle pressioni che avevano caratterizzato i rapporti tra Madrid e Rabat negli anni precedenti.
Una partita che coinvolge sicurezza, economia e geopolitica:
Il quadro delineato dall’articolo mostra dunque un rapporto tra Marocco e Unione Europea caratterizzato da una forte interdipendenza: da una parte Bruxelles considera Rabat un interlocutore strategico per commercio, sicurezza, migrazioni e rapporti con l’Africa; dall’altra il Marocco utilizza il proprio peso geopolitico per rafforzare la propria posizione nei confronti dei partner europei.
In questa complessa relazione, il Sahara Occidentale rimane uno dei dossier più sensibili. La controversia non riguarda soltanto il futuro politico del territorio, ma si intreccia con interessi economici, rapporti diplomatici, sicurezza regionale e relazioni tra Europa e Nord Africa.
L’analisi di Nathan Shachar restituisce così l’immagine di una partita geopolitica nella quale cooperazione e competizione convivono, mentre il Sahara Occidentale continua a rappresentare uno dei principali punti di frizione nelle relazioni tra Rabat e i suoi partner occidentali.
