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Piccoli Ambasciatori di Pace Saharawi, il grazie degli accompagnatori alle associazioni e alle comunità toscane

 



Toscana, 24 agosto 2026 – Riceviamo e pubblichiamo una lettera scritta originariamente in lingua araba e tradotta in italiano. Il messaggio di ringraziamento è stato inviato dagli accompagnatori saharawi Ragheb e Zagma al termine del progetto di accoglienza dei Piccoli Ambasciatori di Pace Saharawi 2026 ed è rivolto alle associazioni, alle istituzioni, ai volontari e a tutte le persone che, durante l’estate, hanno accolto e accompagnato i bambini in Italia.

Nella lettera, gli accompagnatori esprimono profonda riconoscenza per l’affetto, la solidarietà e l’impegno dimostrati nel corso dell’intera esperienza.

Un ringraziamento particolare è rivolto all’Associazione Saharawinsieme di Pontassieve, al Comitato Selma e alla comunità di Pratovecchio, che in queste settimane non si sono limitati a ospitare i Piccoli Ambasciatori di Pace, ma sono diventati per loro una vera e propria famiglia.

«Avete accolto i nostri bambini con affetto, responsabilità e umanità, accompagnandoli in ogni momento della loro vita quotidiana», sottolineano gli accompagnatori. «Avete dedicato tempo, energie e attenzioni, spesso rinunciando ai vostri impegni personali e familiari per garantire ai bambini saharawi e ai loro accompagnatori le migliori condizioni possibili».

Il ringraziamento alle istituzioni della Toscana:

La gratitudine è estesa anche ai sindaci, agli amministratori locali e ai rappresentanti delle istituzioni che hanno organizzato cerimonie e incontri ufficiali in onore dei Piccoli Ambasciatori di Pace, aprendo le porte dei propri territori e trasformando ogni visita in un’occasione di conoscenza, amicizia e solidarietà.

Il messaggio ricorda, in particolare, la Regione Toscana, la città di Firenze e i Comuni di Rufina, Dicomano, Rignano sull’Arno, Pelago, Impruneta, Londa, Quarto, Greve in Chianti, Barberino Tavarnelle, San Casciano in Val di Pesa, Pontassieve e Figline.

«Ci scusiamo se, involontariamente, abbiamo dimenticato di menzionare qualche Comune o realtà che ha contribuito all’accoglienza. Il nostro ringraziamento è rivolto a tutti coloro che hanno sostenuto questa esperienza».

Grande apprezzamento è espresso anche per l’organizzazione dei controlli sanitari e per le numerose attività culturali, ricreative e sportive proposte ai bambini. Un lavoro attento e prezioso, che ha dimostrato concretamente la cura e l’interesse riservati ai piccoli ospiti.

Esperienze semplici trasformate in ricordi indimenticabili:

Durante il soggiorno in Italia, i bambini hanno vissuto esperienze che resteranno a lungo nella loro memoria. Per alcuni si trattava di desideri semplici, mai realizzati prima, che grazie alla disponibilità, alla generosità e alla sensibilità dei volontari sono diventati realtà.

Prima di vedere il mare per la prima volta, uno dei bambini aveva chiesto al proprio accompagnatore: «Che cosa è più grande: il mare, la piscina o il fiume?».

Senza saperlo, le associazioni gli hanno offerto la risposta più bella: gli hanno permesso di osservare il mare con i propri occhi e di vivere un’esperienza che, fino a quel momento, poteva soltanto immaginare.

Alle giornate trascorse al mare si sono aggiunte le escursioni nella natura, la scoperta di paesaggi suggestivi e le attività sportive, tra cui tennis, boxe e bocce. Esperienze che hanno reso la loro estate diversa, ricca di gioia, curiosità e nuove scoperte.

L’aspetto più significativo dell’accoglienza è stato però rappresentato dalla presenza costante dei volontari, rimasti accanto ai bambini ventiquattr’ore su ventiquattro: dalla preparazione dei pasti alla cura dell’igiene personale, dalle attività quotidiane ai momenti di riposo.

Gesti apparentemente semplici che, per questi bambini, sono diventati parte di un autentico sogno d’infanzia.

Le lacrime del distacco:

La profondità del legame costruito durante queste settimane è emersa soprattutto al momento della partenza. Molti bambini hanno pianto intensamente nel salutare le persone che li avevano accolti e accompagnati.

Alcuni di loro, con la spontaneità e l’innocenza proprie dell’infanzia, hanno domandato: «Perché non abbiamo pianto quando siamo partiti dall’aeroporto di Tindouf, mentre adesso piangiamo così tanto?».

Forse non erano in grado di trovare una risposta, ma le loro emozioni hanno parlato al posto delle parole. Le famiglie, i volontari e le comunità italiane hanno conquistato un posto speciale nei loro cuori, diventando parte dei ricordi più belli della loro infanzia.

Un ringraziamento personale è rivolto ad Andrea Artenzioli, presidente dell’Associazione Saharawi Insieme, e attraverso di lui a tutti i componenti dell’associazione; a Sara Tozzi, presidente del Comitato Selma, e a tutti i membri del Comitato; a padre Massimo e all’intera comunità di Pratovecchio, per l’affetto, la cura e l’attenzione riservati ai bambini.

«Quello che avete realizzato non è stato soltanto un programma estivo. Avete creato ricordi, costruito ponti di amicizia e offerto ai bambini la possibilità di conoscere un mondo nuovo, fatto di solidarietà, umanità e pace».

I volontari torneranno ora alla propria quotidianità, mentre i bambini raggiungeranno le loro famiglie nei campi profughi saharawi, nel deserto algerino. Ciò che è stato costruito durante questa estate, tuttavia, resterà a lungo nella loro memoria e nei loro cuori.

«Grazie per ogni minuto dedicato ai nostri bambini, per ogni sorriso, per ogni sacrificio e per ogni momento trascorso al loro fianco. A tutti voi vanno il nostro più profondo rispetto, la nostra riconoscenza e la nostra sincera gratitudine».


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