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Diritti umani e Sahara Occidentale, l’UE richiama il Marocco. Fatima Mahfud: «Ora servono azioni concrete»

 


Bruxelles, 24 agosto 2026 – L’Unione europea ha ribadito l’importanza della tutela universale dei diritti umani e ha ricordato che il rispetto dei principi democratici e delle libertà fondamentali costituisce un elemento essenziale dell’Accordo di associazione tra l’UE e il Marocco.

La posizione è contenuta nella risposta scritta, datata 21 agosto 2026, fornita dall’Alta rappresentante e vicepresidente della Commissione europea, Kaja Kallas, a nome dell’esecutivo comunitario, nell’ambito dell’interrogazione parlamentare E-003066/2026.

Nel documento, la Commissione richiama in particolare le Regole minime standard delle Nazioni Unite per il trattamento dei detenuti, note come “Regole Nelson Mandela”, sottolineando che la protezione della dignità umana e il rispetto dello Stato di diritto devono essere garantiti in ogni circostanza.

Secondo Bruxelles, le questioni riguardanti i diritti umani, compresi i singoli casi, possono essere affrontate attraverso gli strumenti previsti dall’Accordo di associazione UE-Marocco. Tra questi figurano un sottocomitato specificamente dedicato alla materia e gli incontri periodici con le autorità marocchine.

La Commissione precisa inoltre che l’Unione europea mantiene un dialogo regolare con la società civile e con le organizzazioni non governative impegnate nel monitoraggio delle violazioni. La Delegazione dell’UE in Marocco coordina periodicamente le proprie attività con gli Stati membri e con altri Paesi che condividono la stessa attenzione nei confronti dei diritti umani.

Per quanto riguarda il Sahara Occidentale, l’esecutivo europeo conferma il proprio sostegno al processo politico guidato dalle Nazioni Unite, richiamando la risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza e gli sforzi del Segretario generale dell’ONU e del suo Inviato personale per giungere a una soluzione politica definita «giusta, duratura e reciprocamente accettabile».

Nella risposta, tuttavia, non compare un riferimento esplicito al diritto inalienabile del popolo saharawi all’autodeterminazione, principio centrale del processo di decolonizzazione del Sahara Occidentale.

Fatima Mahfud: «I principi devono tradursi in iniziative concrete»

Commentando la posizione della Commissione europea, la rappresentante del Fronte Polisario in Italia, Fatima Mahfud, ha evidenziato la rilevanza politica di alcuni passaggi, pur sottolineando i limiti della risposta:

> «La risposta della Commissione europea contiene un elemento politicamente importante: riconosce che il rispetto dei diritti fondamentali è un elemento essenziale dell’Accordo UE-Marocco e che anche i singoli casi possono essere affrontati con le autorità marocchine. Questo significa, concretamente, che dobbiamo continuare a documentare e presentare i singoli casi in modo sistematico e insistente, affinché siano formalmente sottoposti alle autorità marocchine e non rimangano senza seguito».

Fatima ha però osservato che la posizione europea rimane eccessivamente prudente:

> «La Commissione riafferma i principi, ma non indica conseguenze concrete in caso di violazione. Sul Sahara Occidentale ribadisce il sostegno al processo delle Nazioni Unite, senza richiamare esplicitamente il diritto all’autodeterminazione».

La rappresentante del Fronte Polisario in Italia ha quindi posto una questione politica decisiva:

> «Il punto resta uno: come si traducono questi principi in azioni concrete?».

La risposta europea apre dunque uno spazio istituzionale per sollevare formalmente i singoli casi di violazione dei diritti umani presso le autorità marocchine. Allo stesso tempo, rimane aperto il problema dell’effettiva applicazione degli impegni richiamati dall’Unione e delle misure da adottare qualora tali principi vengano sistematicamente violati.

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