BUENOS AIRES (Argentina), 24 luglio 2026 – Le cause del popolo saharawi e di quello palestinese sono state al centro di un momento di solidarietà e impegno culturale durante il Festival di Poesia di Lanús, svoltosi presso il Centro Culturale Máximo Gorki nella città di Valentín Alsina.
All’interno del programma della manifestazione è stato dedicato uno spazio speciale alle lotte dei popoli per la libertà, la giustizia e il diritto all’autodeterminazione. Attraverso la poesia e la parola artistica, il palco si è trasformato in un luogo di memoria, denuncia e solidarietà internazionale.
L’iniziativa, organizzata dal Fronte dei Lavoratori Culturali, ha visto la partecipazione di Milagros Sefair, Rubén Sacchi e Dayana López, che hanno presentato una performance speciale in rappresentanza dell’Internazionale degli Scrittori Insorti. Gli autori hanno condiviso alcune delle loro opere pubblicate nelle antologie poetiche "Luna e Stella per un Sahara Libero" e "Dal Paradiso alla Nakba", raccolte che riuniscono contributi di poeti provenienti da diversi Paesi del mondo dedicati alle cause saharawi e palestinese.
Nel corso dell’evento è stato ricordato il percorso storico del popolo saharawi e la situazione del Sahara Occidentale, territorio inserito dall’ONU nella lista dei territori non autonomi e al centro di un lungo processo di decolonizzazione. Gli interventi poetici hanno richiamato la condizione dei rifugiati saharawi nei campi di Tindouf, dove migliaia di persone vivono da decenni in attesa di una soluzione politica conforme al diritto internazionale e al principio dell’autodeterminazione.
La serata ha inoltre reso omaggio ai giovani combattenti saharawi recentemente scomparsi, ricordandone il sacrificio e il legame con la memoria collettiva del popolo saharawi.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla causa palestinese, attraverso letture e riflessioni sulla storia del popolo palestinese, dalla Nakba del 1948 fino alle drammatiche conseguenze del conflitto attuale, evidenziando il tema dello sfollamento, dell’esilio e della richiesta di riconoscimento dei diritti fondamentali.
Gli organizzatori e gli artisti hanno sottolineato come le esperienze saharawi e palestinese, pur appartenendo a contesti storici e geografici differenti, condividano elementi comuni: la perdita della propria terra, la condizione dell’esilio, la frammentazione delle comunità e la ricerca di giustizia attraverso la memoria e la cultura.
Attraverso la poesia, gli autori hanno trasformato la parola in uno strumento di testimonianza e resistenza culturale, riaffermando il ruolo dell’arte come spazio di solidarietà tra i popoli e come mezzo per preservare la memoria delle lotte per la libertà e la dignità.
Il Festival di Poesia di Lanús si è così confermato un luogo di incontro tra cultura e impegno civile, dove la letteratura diventa un ponte capace di unire esperienze diverse e dare voce a comunità che chiedono attenzione e giustizia sulla scena internazionale.
