Campi profughi saharawi, 28 giugno 2026 – In occasione della Giornata internazionale a sostegno delle vittime della tortura, l'Unione Nazionale delle Donne Saharawi (UNMS) ha condannato con fermezza il perdurare della tortura e delle gravi violazioni dei diritti umani perpetrate nei territori occupati del Sahara Occidentale.
In una dichiarazione ufficiale diffusa sabato 27 giugno per la ricorrenza internazionale, l'UNMS denuncia che la popolazione civile saharawi, e in particolare le donne, continua a essere vittima di repressioni sistematiche, arresti arbitrari, sparizioni forzate, torture e altre forme di maltrattamento a causa del proprio impegno pacifico in favore della libertà, dell'autodeterminazione e dell'indipendenza del popolo saharawi.
L'organizzazione sottolinea che tali pratiche costituiscono una grave violazione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e di altri strumenti fondamentali del diritto internazionale, richiamando le ripetute denunce formulate da organismi delle Nazioni Unite e da numerose organizzazioni internazionali per i diritti umani.
Nel suo appello, l'UNMS invita la comunità internazionale ad assumere iniziative concrete e urgenti per porre fine alle torture e ai maltrattamenti nei territori occupati del Sahara Occidentale, chiedendo inoltre l'attivazione di efficaci meccanismi di protezione internazionale per la popolazione civile saharawi, con particolare attenzione alle donne e ai bambini.
L'organizzazione rende infine omaggio alla determinazione e alla resilienza delle donne saharawi, ribadendo la propria solidarietà a tutte le vittime della violenza e della tortura nel mondo.
«La dignità, la giustizia e la libertà non sono negoziabili», conclude la dichiarazione dell'Unione Nazionale delle Donne Saharawi.
