Bruxelles, 10 marzo 2026 – Il Coordinamento Nazionale d’Azione per la Pace e la Democrazia (CNAPD), rete belga che riunisce diverse organizzazioni giovanili e della società civile, ha ribadito il proprio impegno a favore del diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi, sottolineando che una pace duratura può nascere soltanto dal rispetto del diritto dei popoli a decidere liberamente il proprio futuro.
In una dichiarazione diffusa in occasione del 50° anniversario della proclamazione della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), celebrato il 27 febbraio, il coordinamento ha affermato che la solidarietà con il popolo saharawi e la difesa del suo diritto all’autodeterminazione rappresentano «un impegno politico fondamentale».
Secondo il CNAPD, sostenere la causa saharawi significa difendere il diritto internazionale, promuovere la coesistenza tra i popoli in una regione strategica e riaffermare il ruolo centrale delle Nazioni Unite nel garantire il rispetto del diritto dei popoli all’autodeterminazione.
A oltre mezzo secolo dall’inizio della lotta di liberazione nazionale nel Sahara Occidentale, il coordinamento belga ha ricordato che «nessun popolo rinuncia alla propria libertà». In questo contesto, ha evidenziato che la pace non può essere costruita sull’occupazione o sul fatto compiuto, ma deve fondarsi sulla giustizia e sul pieno rispetto dei diritti dei popoli.
Il CNAPD ha inoltre elogiato la lotta «esemplare» del popolo saharawi per l’indipendenza, sottolineando come, grazie alla sua capacità organizzativa, alla resilienza politica e alla coerenza diplomatica, la causa saharawi rappresenti oggi una delle ultime grandi lotte anticoloniali del nostro tempo. Secondo il coordinamento, la resistenza saharawi si inserisce pienamente nel processo storico di decolonizzazione del continente africano.
Nel suo comunicato, l’organizzazione ha ricordato che la RASD è membro a pieno titolo dell’Unione Africana, elemento che conferma il riconoscimento continentale del diritto inalienabile del popolo saharawi all’autodeterminazione.
Alle Nazioni Unite, il Sahara Occidentale continua infatti a figurare tra i territori non autonomi, una situazione che pone l’ONU di fronte alla responsabilità di garantire l’esercizio di questo diritto. In tale contesto è stata istituita la Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO), incaricata di organizzare un referendum di autodeterminazione che, tuttavia, non è ancora stato realizzato.
Il coordinamento belga ha inoltre richiamato l’attenzione sulle battaglie legali e politiche portate avanti in Europa dal Fronte Polisario per contestare gli accordi tra l’Unione Europea e il Marocco che includono territori e risorse del Sahara Occidentale.
A questo proposito, il CNAPD ha ricordato che la Corte di giustizia dell’Unione Europea ha stabilito chiaramente che il Sahara Occidentale è un territorio «distinto e separato» dal Marocco e che qualsiasi sfruttamento delle sue risorse naturali richiede il consenso del popolo saharawi.
«Queste decisioni – conclude la dichiarazione – confermano un principio giuridico fondamentale: nessuno può disporre delle risorse di un territorio colonizzato senza il consenso del suo popolo».
