Madrid, 10 marzo 2026 – In occasione della Giornata Internazionale della Donna e del 50° anniversario della proclamazione della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), l’Associazione degli Amici del Popolo Saharawi di Madrid ha organizzato nella capitale spagnola un importante evento dedicato al ruolo delle donne saharawi nella resistenza contro l’occupazione marocchina del Sahara Occidentale.
L’iniziativa di lunedì 9 marzo, organizzata nell’ambito delle celebrazioni per il 50° anniversario dell’associazione e ispirata a una prospettiva femminista, ha riunito donne saharawi appartenenti a diverse generazioni e impegnate in vari ambiti della vita politica, sociale e culturale, tutte protagoniste della lunga lotta del popolo saharawi per l’autodeterminazione.
Durante l’incontro, la Ministra della Cooperazione della RASD Fatma Mehdi e la parlamentare saharawi Fuela Mohamed Ali hanno ripercorso il ruolo determinante svolto dalle donne sin dagli anni Settanta, nei momenti più difficili della storia del popolo saharawi, evidenziando il loro contributo alla costruzione e al consolidamento delle istituzioni dello Stato saharawi.
La ministra Mehdi ha sottolineato come le donne occupino oggi posizioni di rilievo nel potere esecutivo, grazie alla loro esperienza e al ruolo centrale svolto negli ultimi cinquant’anni di storia della RASD. Dal canto suo, la parlamentare Fuela Mohamed Ali ha evidenziato i progressi raggiunti nel campo della rappresentanza politica, ricordando che le donne occupano attualmente circa il 43% dei seggi nel parlamento saharawi e partecipano attivamente alle commissioni parlamentari, alle organizzazioni internazionali e alle strutture politiche locali e provinciali. Entrambe hanno tuttavia riconosciuto che, nonostante i progressi ottenuti e le politiche di parità promosse negli ultimi anni, restano ancora sfide importanti per garantire una piena partecipazione delle donne in tutti gli ambiti della società.
Particolarmente toccanti sono state le testimonianze provenienti dai territori occupati del Sahara Occidentale. Le attiviste Mina Baali, ex prigioniera politica, e Sultana Jaya, nota difensora dei diritti umani, hanno raccontato le violenze e le persecuzioni subite dalle donne saharawi sotto l’occupazione marocchina. Entrambe hanno denunciato aggressioni, arresti, rapimenti e altre gravi violazioni dei diritti umani, sottolineando che le loro storie rappresentano solo una parte delle sofferenze vissute dalle donne saharawi dal 1975. Le due attiviste hanno inoltre lanciato un appello alla comunità internazionale e alle organizzazioni per i diritti umani affinché si rompa il silenzio mediatico sulla situazione nei territori occupati.
L’evento ha dato spazio anche alla voce della diaspora saharawi in Europa. Tra le relatrici figuravano Mansoura Bachari, rappresentante in Europa dell’Unione Nazionale delle Donne Saharawi, la docente Fatimetu M'hamed Jaddad, e la giornalista e scrittrice Fátima Galia Mohamed Salem. Le tre intervenute hanno sottolineato come le donne saharawi della diaspora abbiano saputo preservare la propria identità culturale e, allo stesso tempo, aprire nuovi spazi di impegno politico e sociale nei paesi di residenza, contribuendo alla diffusione dei valori di giustizia, libertà e diritti delle donne.
La serata si è conclusa con l’emozionante esibizione della cantante ispano-saharawi Suilma Ali, che accompagnata dalla sua chitarra ha interpretato diversi brani dedicati al popolo saharawi e alla sua lotta per la libertà.
Nel 2026 l’Associazione degli Amici del Popolo Saharawi di Madrid celebra il suo 50° anniversario. Fondata nel 1976, subito dopo la Marcia Verde e l’inizio dell’occupazione marocchina del Sahara Occidentale, l’organizzazione rappresenta da cinque decenni uno dei pilastri della solidarietà della società civile spagnola con il popolo saharawi.
Nel corso degli anni, l’associazione ha promosso numerose iniziative di sostegno, dai convogli di aiuti umanitari ai programmi di accoglienza come Vacanze in Pace, fino a progetti educativi e attività di sensibilizzazione volte a mantenere viva, all’interno della società spagnola, l’attenzione sulla causa saharawi e sul diritto del suo popolo all’autodeterminazione.
