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8 marzo: le donne saharawi rinnovano l’impegno alla resistenza fino all’indipendenza



Campi profughi saharawi, 9 marzo 2026 – L’8 marzo assume per il popolo saharawi un significato particolarmente profondo. In questa data, infatti, si commemorano due ricorrenze: la Giornata internazionale della donna e l’anniversario della caduta del primo martire della rivoluzione saharawi, Bachir Lahlaui, avvenuta durante la lotta per la liberazione nazionale.

In questa occasione, il popolo saharawi – e in particolare le sue donne – rende omaggio a decenni di sacrifici, resistenza e impegno nella difesa della libertà e dell’autodeterminazione. Nei campi profughi saharawi, così come nei territori occupati e nella diaspora, le donne continuano a celebrare l’8 marzo con uno sguardo rivolto al futuro e con la speranza che la comunità internazionale riconosca il diritto del popolo saharawi a una vita dignitosa e al ritorno nella propria terra.

A distanza di molti anni dall’inizio dell’esilio, le donne saharawi restano un simbolo di perseveranza. Mentre in molti paesi del mondo la Giornata internazionale della donna viene celebrata in contesti di libertà e stabilità, le saharawi continuano ad affrontare le dure condizioni dell’esilio nei campi profughi e le difficoltà imposte dall’occupazione marocchina nei territori del Sahara Occidentale.

Nei territori occupati, le donne saharawi denunciano da anni repressioni, arresti, perquisizioni domiciliari, molestie e abusi. Molte di loro devono inoltre confrontarsi con discriminazioni, violenze e restrizioni alla libertà di movimento, oltre alla confisca dei mezzi di sostentamento e alle pressioni esercitate dalle autorità di occupazione.

Nonostante queste difficoltà, il contributo delle donne saharawi alla lotta di liberazione e alla costruzione della società rimane fondamentale. In oltre cinque decenni di resistenza, esse hanno svolto un ruolo centrale nella vita politica, sociale e culturale, diventando pilastri della comunità e protagoniste della gestione della vita quotidiana nei campi profughi.

Con determinazione, dedizione e spirito di solidarietà, le donne saharawi hanno contribuito a mantenere viva la speranza di un popolo in esilio, sostenendo i valori della società saharawi e portando la voce della loro causa sulla scena internazionale.

In occasione delle celebrazioni per il 50° anniversario della proclamazione della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), l’Unione Nazionale delle Donne Saharawi (UNMS) ricorda anche il 51° anniversario della propria fondazione, riaffermando il ruolo decisivo delle donne nella lotta del popolo saharawi.

Il Segretario generale dell’UNMS, Chàba Seini, ha sottolineato che mezzo secolo di impegno e sacrifici non ha indebolito la determinazione delle donne saharawi, ma al contrario l’ha rafforzata. «Mezzo secolo di sacrifici e dedizione è trascorso nel perseguimento della costruzione e del raggiungimento della libertà. La volontà che ci ha sostenuto in questi cinque decenni rimane la stessa, rafforzata dalla ferma convinzione di proseguire sulla via della liberazione e del progresso. Il messaggio delle donne saharawi è chiaro: lotta e resistenza costanti fino al raggiungimento dell’indipendenza del nostro Stato», ha dichiarato.

Oggi, mentre si celebra l’8 marzo, il popolo saharawi rende omaggio alle migliaia di donne che, dall’esilio, dai territori occupati o dalla diaspora, hanno difeso per decenni la dignità, la memoria e la speranza di un intero popolo. La loro forza e il loro spirito di resistenza continuano a rappresentare una delle basi fondamentali della lotta del popolo saharawi per la libertà e l’indipendenza.

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