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Il Fronte Polisario denuncia il tentativo di legittimare l’occupazione marocchina del Sahara Occidentale e ribadisce il diritto inalienabile del popolo saharawi all’autodeterminazione



New York (Nazioni Unite), 20 ottobre 2025 - Il governo Saharawi ha espresso profonda preoccupazione per le recenti manovre diplomatiche degli Stati Uniti e della Francia in seno al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, volte  a legittimare l’occupazione illegale del Sahara Occidentale da parte del Marocco. In un documento di analisi, la rappresentanza saharawi ha ribadito con fermezza la propria posizione politica e giuridica, chiarendo che nessuna soluzione potrà essere accettata al di fuori del principio di autodeterminazione del popolo saharawi.


1. Un documento informale controverso:

Fonti saharawi hanno riferito che la Missione degli Stati Uniti a New York ha distribuito un documento informale sulla questione del Sahara Occidentale e sul rinnovo del mandato della MINURSO (Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale) a sei paesi, inclusi i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza e la Spagna.

Secondo la parte saharawi, tale documento riflette in pieno la posizione dell’occupante marocchino, in continuità con la decisione unilaterale dell’amministrazione Trump del 2020 e con la linea politica perseguita dal suo successore.
È stato inoltre sottolineato che si tratta di un testo non ufficiale e non conforme alle procedure stabilite dalle Nazioni Unite. Tuttavia, la parte saharawi non esclude che esso possa essere trasformato in una bozza di risoluzione ufficiale nelle prossime settimane.

La dichiarazione saharawi denuncia anche un’intensa attività di lobbying, orchestrata da gruppi legati a Israele e finanziati da Rabat e da alcuni suoi alleati arabi, con l’obiettivo di consolidare la presenza marocchina nei territori occupati.
“Il Consiglio di Sicurezza – si afferma – non è un’agenzia immobiliare che vende e distribuisce terre. Il Sahara Occidentale non è in vendita”.


2. La posizione saharawi: autodeterminazione o nulla

Il Fronte Polisario ha ribadito in modo inequivocabile che non parteciperà ad alcun negoziato, dialogo o processo politico che non si fondi sul riconoscimento del diritto inalienabile del popolo saharawi all’autodeterminazione e all’indipendenza.

Tale posizione deriva dal principio giuridico che definisce la questione del Sahara Occidentale come una questione di decolonizzazione, non di disputa territoriale, e come tale deve essere trattata nel quadro del diritto internazionale.

Il Fronte Polisario ha inoltre precisato che non accetterà modifiche al mandato della MINURSO e che continuerà a operare nel contesto istituzionale delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana, garanti dell’accordo di cessate il fuoco firmato nel 1991 tra le due parti.


3. Conclusioni e prospettive: il Sahara non è in vendita

Nella parte conclusiva del documento, la Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) riafferma che la sua realtà nazionale e istituzionale, costruita in cinquant’anni di lotta e sacrifici, non può essere cancellata con un tratto di penna.

La leadership saharawi denuncia che la monarchia marocchina, dopo aver subito una sconfitta politica e morale, ha scelto la strada della normalizzazione con Israele per garantirsi protezione e sostegno internazionale, tentando di consolidare la sua occupazione del Sahara Occidentale.

Il Fronte Polisario sottolinea che il Marocco, nel perseguire questa strategia, ha sacrificato la propria sovranità e la dignità del popolo marocchino, permettendo a potenze esterne di dirigere le sue scelte politiche e diplomatiche.

La dichiarazione conclude affermando che la parte saharawi resta impegnata per una pace giusta e definitiva, basata sul rispetto del diritto internazionale e delle risoluzioni delle Nazioni Unite.
La RASD rinnova la propria disponibilità a rapporti di cooperazione e buon vicinato con il Marocco, fondati sul reciproco rispetto dell’integrità territoriale e sull’obiettivo comune di pace, sicurezza e sviluppo nella regione del Nord Africa.

Infine, la Repubblica Saharawi ribadisce il suo desiderio di mantenere relazioni costruttive con tutte le potenze del Consiglio di Sicurezza, invitandole ad abbandonare ogni sostegno a politiche di occupazione che non portano altro che instabilità, tensioni e perdita di opportunità di prosperità per l’intera regione.

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