America Latina e Caraibi, 10 agosto 2026 – La Piattaforma latinoamericana e caraibica di solidarietà con il popolo saharawi (PLACSO) ha espresso una ferma condanna nei confronti della decisione attribuita al nuovo governo colombiano guidato da Abelardo de la Espriella di riconoscere la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale.
In una dichiarazione resa pubblica il 9 agosto e sottoscritta da organizzazioni accademiche, sociali, politiche e per i diritti umani, oltre che da numerose personalità del continente latinoamericano e caraibico, PLACSO ha definito la decisione una misura che, secondo la Piattaforma, contrasterebbe con il diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione e all’indipendenza.
Secondo la dichiarazione, il riconoscimento della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale rappresenterebbe inoltre una violazione dei principi sanciti dalla Costituzione colombiana. PLACSO richiama in particolare l’articolo 9 della Costituzione della Colombia, sostenendo che la politica estera del Paese debba fondarsi, tra gli altri principi, sul rispetto dell’autodeterminazione dei popoli e del diritto internazionale.
PLACSO: «Il Sahara Occidentale resta una questione di decolonizzazione»
Nella dichiarazione, la Piattaforma ribadisce che il Sahara Occidentale è considerato dalle Nazioni Unite un territorio non autonomo in attesa di decolonizzazione e richiama il parere della Corte Internazionale di Giustizia del 1975, sostenendo che esso non abbia riconosciuto l’esistenza di legami di sovranità territoriale tra il Marocco e il Sahara Occidentale tali da precludere l’esercizio del diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi.
PLACSO considera inoltre la presunta svolta della politica colombiana come un arretramento rispetto alla linea adottata durante la presidenza di Gustavo Petro. La dichiarazione sottolinea che, durante quel periodo, la Colombia aveva ristabilito le proprie relazioni con la Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) e ricondotto la propria posizione sulla questione del Sahara Occidentale ai principi dell’autodeterminazione, della decolonizzazione e del rispetto del diritto internazionale.
Critiche all'allineamento internazionale con Washington e Rabat:
La Piattaforma interpreta il cambiamento della posizione colombiana anche alla luce dei più ampi equilibri internazionali e denuncia quello che definisce un avvicinamento del governo De la Espriella alle posizioni degli Stati Uniti e di Israele nei confronti del Marocco.
Nella dichiarazione, PLACSO richiama in particolare la decisione dell'amministrazione statunitense guidata da Donald Trump di riconoscere la sovranità rivendicata dal Marocco sul Sahara Occidentale, nonché il successivo rafforzamento delle relazioni politiche e strategiche tra Israele e Marocco.
Secondo la Piattaforma, tali riconoscimenti unilaterali non possono modificare lo status internazionale del territorio né sostituirsi alla volontà della popolazione saharawi. PLACSO respinge inoltre qualsiasi legittimazione dello sfruttamento delle risorse naturali e strategiche del Sahara Occidentale, richiamando in particolare le risorse ittiche, minerarie, agricole ed energetiche.
Solidarietà al popolo saharawi e al Fronte Polisario:
Nel documento, PLACSO riafferma la propria solidarietà al popolo saharawi, al Fronte Polisario e alla Repubblica Araba Saharawi Democratica, definendo il Fronte Polisario come l'organizzazione che ha storicamente guidato la lotta di liberazione nazionale saharawi e che rappresenta il popolo saharawi nel processo di decolonizzazione.
La Piattaforma rivolge quindi un appello alle forze democratiche, sociali e politiche colombiane, nonché alle organizzazioni sindacali, contadine, indigene, afrodiscendenti, studentesche e per i diritti umani, affinché respingano quella che considera una decisione illegittima e rafforzino il sostegno al diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione.
L'appello si estende anche alle organizzazioni e ai movimenti dell'America Latina e dei Caraibi, invitati a intensificare la solidarietà con il popolo saharawi e a sostenere il completamento del processo di decolonizzazione.
Una dichiarazione sostenuta da organizzazioni e personalità del continente:
La dichiarazione è stata sottoscritta da numerose organizzazioni e personalità provenienti da diversi Paesi dell'America Latina e dei Caraibi.
Tra le organizzazioni figurano associazioni di solidarietà con la causa saharawi presenti in Messico, Perù, Cile, Honduras, Uruguay, Panama, Repubblica Dominicana, Colombia, Venezuela, Argentina, Nicaragua, Brasile, Ecuador e Bolivia, oltre a organizzazioni accademiche, giuridiche, sindacali, sociali e per i diritti umani.
Tra le personalità che hanno aderito figurano, tra gli altri, Adolfo Pérez Esquivel, Premio Nobel per la Pace, oltre ad accademici, giuristi, giornalisti, analisti internazionali, esponenti politici e difensori dei diritti umani di diversi Paesi latinoamericani.
Con la sua dichiarazione, PLACSO ribadisce infine la propria volontà di mantenere alta l'attenzione sulla questione del Sahara Occidentale e di rafforzare le reti di solidarietà in America Latina e nei Caraibi a sostegno del diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione e all'indipendenza.
