Morelos (Messico), 19 agosto 2026 – Una delegazione saharawi partecipa al 3° Vertice mondiale dei popoli indigeni, promosso dall’Organizzazione delle Nazioni Originarie (ONO) e in programma dal 18 al 20 agosto nello Stato messicano di Morelos. Al centro dell’incontro internazionale figurano identità, sovranità, autodeterminazione e tutela dei diritti dei popoli originari.
A rappresentare la Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) sono Omar Bulsan, ambasciatore saharawi in Messico, e Abdeslam Aomar Lahsen, presidente dell’Associazione delle Famiglie dei Prigionieri e degli Scomparsi Saharawi (AFAPREDESA) e membro del Consiglio permanente dell’ONO.
La presenza saharawi assume un particolare significato all’interno di un forum che riunisce rappresentanti di popoli e comunità provenienti dalle Americhe, dall’Africa e da altre regioni del mondo, chiamati a confrontarsi sulle sfide comuni legate alla difesa dell’identità, dei territori, della sovranità e dei diritti fondamentali.
La delegazione saharawi alla sessione inaugurale:
Nella giornata di apertura, martedì 18 agosto, i due rappresentanti saharawi hanno preso parte alla sessione inaugurale insieme ai vertici dell’Organizzazione delle Nazioni Originarie, alle autorità locali e alle delegazioni internazionali presenti a Morelos.
Tra i partecipanti figurano Silvio Ayala Pacheco, presidente mondiale dell’ONO, originario del Perù, e Manuel Gómez Vázquez, governatore indigeno pluriculturale di Morelos e coordinatore nazionale dell’organizzazione in Messico.
Particolarmente significativa anche la presenza di Rigoberta Menchú, attivista guatemalteca per i diritti dei popoli indigeni e Premio Nobel per la Pace.
Incontro con Rigoberta Menchú:
Nel corso della prima giornata, Omar Bulsan e Abdeslam Aomar Lahsen hanno avuto l’opportunità di incontrare Rigoberta Menchú, oltre a diversi rappresentanti dei popoli indigeni, autorità, accademici e membri di organizzazioni e movimenti di solidarietà presenti al vertice.
I colloqui hanno rappresentato un’occasione per illustrare la situazione del popolo saharawi e confrontare esperienze legate alla difesa dell’identità, alla sovranità e all’autodeterminazione.
Gli incontri bilaterali hanno inoltre contribuito a consolidare rapporti di solidarietà tra la causa saharawi e le rivendicazioni portate avanti da numerosi popoli originari delle Americhe, dell’Africa e di altri continenti.
Diritti umani, desaparecidos e memoria:
La delegazione saharawi porta al vertice anche il tema dei diritti umani e delle sparizioni forzate, uno degli ambiti di attività di AFAPREDESA.
La partecipazione di Abdeslam Aomar Lahsen intende richiamare l’attenzione sulla necessità di garantire memoria, verità, giustizia, riparazione per le vittime e garanzie di non ripetizione.
Temi che, secondo la delegazione, si intrecciano con le rivendicazioni di dignità, sovranità e tutela dei diritti territoriali avanzate da numerosi popoli rappresentati al vertice.
Oltre 200 rappresentanti da 18 Paesi:
La terza edizione del vertice ONO riunisce a Morelos circa 200 rappresentanti provenienti da oltre 18 Paesi.
Dopo il condor scelto per l’incontro di Cusco e il quetzal per quello del Guatemala, l’edizione messicana è rappresentata simbolicamente dall’aquila.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare il coordinamento e l’unità tra le nazioni e i popoli originari di fronte alle grandi sfide contemporanee, tra cui sfruttamento delle risorse, militarizzazione, perdita dell’identità culturale e negazione dei diritti territoriali.
Il richiamo saharawi all’autodeterminazione:
In questo quadro, la delegazione saharawi ha posto al centro della propria partecipazione il diritto all’autodeterminazione, presentandolo come parte di una più ampia battaglia internazionale per il riconoscimento dei popoli come soggetti politici titolari del diritto di decidere liberamente il proprio futuro.
La partecipazione al vertice rappresenta inoltre un’occasione per rafforzare i rapporti tra la RASD e il Messico, che intrattengono relazioni diplomatiche dal 1979, e per dare maggiore visibilità internazionale alla questione del Sahara Occidentale.
Da Morelos, la delegazione saharawi intende così unire la propria voce a quella degli altri popoli presenti al vertice, riaffermando un messaggio comune fondato su identità, dignità, giustizia, sovranità e diritto all’autodeterminazione.
