Campi profughi saharawi, 9 aprile 2026 – Il popolo saharawi ha celebrato mercoledì 8 aprile il 50° anniversario della proclamazione della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) con una imponente parata militare e una vasta partecipazione nazionale e internazionale, riaffermando la determinazione a proseguire la lotta per l’indipendenza e la piena sovranità sul territorio nazionale.
La wilaya di Auserd ha ospitato la cerimonia centrale delle celebrazioni, alla quale hanno preso parte delegazioni provenienti da Europa, Africa, America Latina e Caraibi. Le attività sono iniziate con l’alzabandiera della RASD, seguito da cinquanta colpi di cannone in onore dei cinquant’anni dello Stato saharawi.
Il discorso di benvenuto è stato pronunciato dalla governatrice della wilaya di Auserd e membro della Segreteria Nazionale del Fronte Polisario, che ha espresso gratitudine per la presenza delle delegazioni straniere giunte per condividere questa ricorrenza storica. Nel suo intervento ha sottolineato che cinquant’anni di lotta, sacrifici e costruzione istituzionale dimostrano che la Repubblica saharawi rappresenta una realtà consolidata e irreversibile a livello regionale, continentale e internazionale.
Successivamente è intervenuto il Presidente della Repubblica Saharawi e Segretario Generale del Fronte Polisario, Brahim Ghali, il quale ha ribadito che l’esercizio del diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione e all’indipendenza rappresenta l’unica via per raggiungere una pace giusta e duratura. Anche i rappresentanti dell’Algeria e della Repubblica Bolivariana del Venezuela hanno preso la parola, confermando il loro sostegno alla causa saharawi.
A seguire ha avuto inizio la grande parata militare dell’Esercito di Liberazione Popolare Saharawi, durante la quale hanno sfilato diverse unità militari, dimostrando la prontezza e la determinazione a difendere i diritti del popolo saharawi. La parata è stata aperta da un gruppo simbolico di guerriglieri che ha rievocato i primi combattenti dell’operazione di Janga del maggio 1973, a testimonianza della continuità della lotta. Ciò che ebbe inizio con un gruppo ristretto di combattenti si è trasformato, nel corso di cinque decenni, in un esercito organizzato e strutturato.
In occasione dell’anniversario sono giunti anche numerosi messaggi di congratulazioni internazionali. Il Primo Ministro della Mauritius, Navinchandra Ramgoolam, ha inviato una lettera al presidente saharawi esprimendo le sue congratulazioni e definendo l’anniversario “un importante evento storico”, augurando prosperità al popolo saharawi.
Il viceministro degli Affari Esteri per l’Africa della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Yuri Pimentel, ha sottolineato le relazioni storiche tra il Venezuela e la Repubblica Saharawi, evidenziando che entrambi i popoli condividono la difesa della dignità, della sovranità e del diritto all’autodeterminazione. Una delegazione venezuelana composta da rappresentanti governativi, parlamentari e del movimento di solidarietà ha partecipato alle celebrazioni.
Anche esponenti del movimento di solidarietà latinoamericano hanno preso parte all’evento. Il rappresentante cileno Esteban Silva ha dichiarato che la lotta del popolo saharawi è parte integrante della battaglia dei popoli dell’America Latina e dei Caraibi contro il colonialismo, ribadendo che il sostegno internazionale continuerà fino al raggiungimento dell’indipendenza.
Da parte sua, l’ambasciatore saharawi per l’America Latina e i Caraibi, Mohamed Zrug, ha evidenziato che l’ampia partecipazione e i numerosi messaggi di sostegno dimostrano la continuità dell’appoggio latinoamericano alla causa saharawi. Ha inoltre sottolineato la presenza di rappresentanti governativi, parlamentari, partiti politici e organizzazioni della società civile provenienti da diversi Paesi della regione.
Le celebrazioni del cinquantesimo anniversario della RASD hanno così confermato che il popolo saharawi non rinuncerà alla propria indipendenza, riaffermando la volontà di proseguire la lotta fino al pieno esercizio del diritto all’autodeterminazione e alla sovranità nazionale.
