Sahara occidentale, 11 agosto 2026 – Il prigioniero civile saharawi Abdullah Lakhfaouni, membro del gruppo di prigionieri di Gdeim Izik, ha iniziato lunedì 10 agosto uno sciopero della fame di avvertimento della durata di 48 ore, secondo quanto riferito dalla sua famiglia.
L’Associazione dei prigionieri saharawi nelle carceri marocchine ha ricevuto una dichiarazione della famiglia di Lakhfaouni, nella quale si denuncia il progressivo aggravarsi delle violazioni dei suoi diritti e, in particolare, delle condizioni legate al suo stato di salute.
Secondo i familiari, l’iniziativa rappresenta un primo passo per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale e internazionale sulle gravi e sistematiche violazioni che il prigioniero civile saharawi denuncia di subire durante la detenzione, condizioni che, secondo quanto riferito, si sarebbero intensificate negli ultimi tempi.
Lakhfaouni ha inoltre spiegato alla sua famiglia che lo sciopero della fame è legato alla richiesta di applicazione della decisione adottata nel maggio 2023 dal Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria.
La decisione delle Nazioni Unite aveva sollecitato le autorità marocchine a procedere al rilascio immediato dei membri del gruppo di prigionieri di Gdeim Izik, ritenendo arbitraria la loro detenzione.
Attraverso lo sciopero della fame, Lakhfaouni intende quindi richiamare l’attenzione sulla propria situazione e chiedere il rispetto delle decisioni degli organismi internazionali competenti, oltre a denunciare le condizioni di detenzione e le conseguenze sulla sua salute.
