Firenze, 7 agosto 2026 – Un momento di dialogo, solidarietà e impegno per la pace ha segnato l'incontro tra i Piccoli Ambasciatori di Pace saharawi e Mons. Gherardo Gambelli, Vescovo della Diocesi di Firenze. L'iniziativa, promossa dall'Associazione Città Visibili, si è svolta nell'ambito del programma di accoglienza estiva dei bambini saharawi, che da oltre quarant'anni rappresenta uno dei principali progetti di solidarietà del movimento italiano a sostegno del popolo saharawi.
Ad accompagnare la delegazione è stata l'Associazione Città Visibili, guidata dal presidente Simone Bolognesi, che ha favorito un incontro ricco di significato umano e istituzionale. L'appuntamento ha confermato il sostegno della Chiesa fiorentina al progetto di accoglienza promosso dalla Rappresentanza del Fronte Polisario, Rete Saharawi e dalle associazioni di solidarietà italiane, impegnate da decenni nella tutela del diritto alla salute dei bambini, nella promozione del dialogo tra i popoli e nella diffusione della cultura della pace.
Nel corso dell'incontro è intervenuto anche Abdalahi Bucheiba, rappresentante del Fronte Polisario in Toscana, che ha illustrato la situazione del Sahara Occidentale, definendolo «l'ultima colonia africana ancora in attesa di decolonizzazione». Bucheiba ha ripercorso le principali tappe del conflitto, ricordando il ritiro della Spagna nel 1975, gli Accordi di Madrid e le conseguenze dell'occupazione del territorio.
Particolare attenzione è stata dedicata alle condizioni del popolo saharawi. Il rappresentante del Fronte Polisario ha ricordato che il Sahara Occidentale è oggi diviso da un muro di circa 2.700 chilometri, che separa migliaia di famiglie da quasi cinquant'anni. Ha inoltre denunciato le violazioni dei diritti umani nei territori occupati e ribadito la necessità che venga finalmente attuato il referendum di autodeterminazione previsto dalle Nazioni Unite.
Bucheiba ha evidenziato anche il valore del progetto dei Piccoli Ambasciatori di Pace, sottolineando come l'accoglienza dei bambini saharawi in Italia rappresenti non solo un'importante iniziativa sanitaria e umanitaria, ma anche uno strumento di sensibilizzazione dell'opinione pubblica e delle istituzioni sulla causa del popolo saharawi.
Nel suo intervento ha inoltre richiamato il valore del dialogo interreligioso, ricordando la storica convivenza tra musulmani e cristiani nel Sahara Occidentale e affermando che il rispetto reciproco e l'uguaglianza tra tutti i popoli costituiscono le basi per una pace duratura.
Il rappresentante saharawi ha infine richiamato la recente decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, che ha ribadito come il Sahara Occidentale sia un territorio distinto e separato dal Marocco e che le sue risorse naturali non possano essere sfruttate senza il consenso del popolo saharawi. Da qui l'appello affinché l'Unione Europea e la comunità internazionale rispettino pienamente il diritto internazionale e sostengano una soluzione pacifica del conflitto.
A rendere ancora più significativo l'incontro è stata la testimonianza di una delle bambine saharawi ospitate in Toscana, che ha espresso parole di gratitudine rivolte alle famiglie e alle associazioni italiane: «Grazie a Dio per questa ospitalità. Siamo felici di essere qui oggi. Ringraziamo tutti coloro che ci sono vicini e ci sostengono. Questa esperienza ci permette di conoscere persone, luoghi e realtà che non avremmo mai potuto incontrare.»
L'incontro si è concluso in un clima di amicizia e condivisione, confermando il forte legame che unisce la comunità fiorentina al popolo saharawi e rinnovando l'impegno a favore della pace, della solidarietà e del diritto all'autodeterminazione del Sahara Occidentale.
