Ait Melloul, 2 aprile 2026 – Due studenti saharawi e prigionieri civili, Ibrahim Babit e Salah Eddine Essabar, hanno avviato uno sciopero della fame a tempo indeterminato all’interno del carcere di Ait Melloul, nel Marocco, per protestare contro le dure condizioni di detenzione e denunciare pratiche che, a loro avviso, ledono la dignità umana.
Secondo quanto riferito dalla Lega Sahrawi per la Protezione dei Prigionieri, la decisione dei due detenuti giunge dopo l’esaurimento di ogni tentativo di dialogo con l’amministrazione penitenziaria. Le richieste avanzate mirano al miglioramento delle condizioni carcerarie, al rispetto dei diritti fondamentali e alla cessazione di ogni forma di discriminazione all’interno dell’istituto.
Attraverso questa forma estrema di protesta, i due studenti intendono attirare l’attenzione sulla situazione dei detenuti saharawi nelle carceri marocchine, denunciando presunte persecuzioni sistematiche. Tra le criticità segnalate figurano episodi di molestie da parte delle forze di sicurezza, accuse considerate pretestuose e procedimenti giudiziari ritenuti non equi.
La protesta si inserisce in un contesto più ampio di tensione legato alla questione del Sahara Occidentale, dove attivisti e studenti saharawi denunciano da tempo restrizioni e ritorsioni per le loro posizioni politiche e per il sostegno al diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi.
Organizzazioni per i diritti umani continuano a sollecitare un monitoraggio internazionale indipendente sulle condizioni di detenzione e sul rispetto delle garanzie fondamentali per i prigionieri saharawi.
